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Leggi gli altri ******<lcont="www.mentelocale.it/contenuti/index_html/indice_varint_635|Spunti di vista">****** di Tittyna su Mentelocale.it
Perché poi, alla fine, è inutile girarci intorno, la realtà è che ti piace, ti piace un sacco, e basta. La realtà è che qualcosa, dentro di te, si automatizza, si robotizza, ed hai voglia a dire che con l'amore ed il sesso bisogna essere caute e riflettere mille volte prima di buttarsi. Niente affatto, non è così, ci hanno mentito tutti, sempre. Da sempre solo vili menzogne.
Quando capitano di queste cose diventi un automa e la testa si volge sempre e solo dalla sua parte, e gli occhi frugano i dettagli e i particolari per trovare, in ognuno di loro, elementi che possano giustificare la tua attenzione, anzi, non fanno altro che amplificare quello che già sentivi come buono e giusto, come se tutto il tuo essere non fosse altro che una vasta giuria popolare che fa "sì" con la testa e ti dice "brava, hai ragione, vai avanti, saltagli addosso". Ecco com'è.
E ti ci vogliono due giorni per ricordarti che ti faceva male la testa e il dolore, chissà com'è, è svanito, e che avevi i dolori del ciclo e puff, scomparsi, svaniti nel nulla, i dolori e il ciclo stesso, tanto repentinamente da farti accarezzare l'idea che le mestruazioni siano uno stato emotivo e che quindi sia sufficiente incontrare un tipo simile ogni mese per dire addio ai dolori mestruali e forse addirittura entrare in menopausa preventiva. Follia, insomma, follia pura.
Perché tipi del genere non dovrebbero girare così, impunemente, a tradimento, scendendo senza un minimo di preparazione da una macchina qualsiasi per venirti incontro sorridenti quasi avessero già capito tutto e guardandoti per un millesimo di secondo, tanto per farti pensare "si è accorto di me, allora esisto!".
Che poi, se gli butti le gambe al collo, non è mica tanto colpa tua, eh no. Invece alla fine che fai? Niente. Alla fine resti lì, robotizzata, a muoverti come se ti avessero cambiato il chip con quello di un distributore di bevande calde, e con la tua bella faccia fatta a cialda di caffè d'orzo ottemperi alle sue richieste senza neanche l'idea di un idea che ballonzoli nel tuo cranio desolato.
Brancoli tra i bulloni e le lamiere che formano la tua scatola cranica e devi ammettere, con sommo rincrescimento, che a quel tipo è bastato apparire per ridurti ad un fagotto vuoto. E allora prendi un cono e chiedi, con grazia e soavità: "Che gusti preferisce?"
E allora quello ti fa un sorriso e ti dice: "Fai tu, e che sia buono come te.", riportandoti in un attimo all'adolescenza, quando bastava essere guardata dal bello della classe per sfoderare sulle guance tutte le tonalità del rosso, dal rosa elettrico al viola.
Poi, se una si toglie il camice, esce dal bancone e ti stampa un bacio sulla bocca, mica te la puoi prendere con lei. Facciamo che è l'estate, il caldo, il sole che da alla testa.
Ah, i tipi come te, che bello risentire il rumore del sangue che scorre nelle vene e il cuore in gola. Che bella quella morsa allo stomaco e la voglia e il terrore dei suoi occhi nei tuoi. Che bella la paura, l'ansia, l'emozione, le parole che non escono, i sorrisi senza motivo, il nascondersi dietro un dito, e pizzicare la mano dell'amica che regge il gioco e lo guarda al posto nostro per sussurrarci sottovoce "si, si, ti sta guardando!".
L'estate, il caldo, e i tuoi occhi su di me, così nasce questa nuova stagione di amori. Tu, intanto, mangi il gelato.
Tittyna
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