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faggio
© foto: F. Tomasinelli
 

Quasi cento laghi

 
Acque fresche e grandi foreste di faggio. Ecco un buon rifugio estivo in un parco naturale sull’Appennino Tosco-Emiliano
 
   

     
25 giugno 2005
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di
Francesco
Tomasinelli
   
La parte di crinale montuoso alle spalle della Lunigiana è una grande distesa di morbide montagne, comprese tra i 1000 e i 2000 metri di altezza, ricoperte da un fitto manto verde. Ad un esame più ravvicinato si scopre un paesaggio bellissimo, seppure a volte ripetitivo, fatto di grandi foreste di faggio e abete punteggiate da laghetti, prati e torbiere di quota. La parte più vicina alla Liguria di questo tratto di Italia così poco contaminato è l'area protetta dei Cento Laghi, parco regionale dell'Emilia-Romagna. Gli specchi d'acqua di cui si parla non sono cento, ma solo diciannove. Alcuni, in verità, sono piccolissimi, mentre altri ricoprono diversi ettari di territorio. Quasi sempre, però, regalano un bellissimo colpo d'occhio, quando la foresta si apre improvvisamente sulle sponde dello specchio d'acqua dalle acque scure, in luoghi dove spesso l'unica traccia dell'uomo è una vecchia casa forestale. Anche il clima è decisamente montano, con un'aria fresca e frizzante anche in piena estate.

Uno scenario così fiabesco non ha mancato di portare un certo numero di visitatori su queste montagne. Nei fine settimane non sono poche (per essere un parco naturale...) le vetture, spesso anche straniere, che si spingono fino qui. Ad attirare il pubblico, oltre al fascino dei posti, anche una gestione attenta dell'area che vanta un'ottima segnaletica, una buona rete di sentieri, agriturismo e rifugi custoditi (vedi elenco nel sito del parco) costruiti a regola d'arte.

Cosa fare quindi, magari fermandosi un paio di giorni? Tappa da non tralasciare assolutamente è Lagdei. Qui si trovano un rifugio ed un buon ristorante, oltre ad un centro visitatori dove potete fare il pieno di informazioni. Inoltre, proprio da questo luogo, parte il sentiero che, in 45 minuti, porta al Lago Santo, un pittoresco bacino montano a 1500 metri di altitudine, circondato da grandi faggi contorti. Tra gli alberi delle sponde si trova il rifugio Mariotti, anch'esso un buon posto per dormire e mangiare, tra l'altro raggiungibile anche in seggiovia da Lagdei.

Non lontano si trova un altro luogo di fascino, i Lagoni con il loro rifugio e la fitta rete di sentieri. Da qui infatti, in mezz'ora, si può raggiungere il Lago Scuro e, con circa 3-4 ore di cammino, il Lago Santo di cui si parlava prima.
Se preferite invece quote un po' più basse e spazi aperti meglio fare un passo al più grande Lago Paduli, più a est, verso il confine del parco (anch'esso corredato di rifugio e ristorante) che può essere completamente esplorato a piedi in circa un'oretta.

Per arrivare in zona è meglio uscire a Pontremoli sulla Spezia-Parma e salire verso Il Passo della Sillara in direzione Pracchiola e poi Bosco. La strada è poco trafficata ma le distanze non sono brevi, anche se in linea d'aria sembra il contrario. Da Genova ci vorranno almeno due ore per a raggiungere il parco.

Foto sopra, un grande faggio presso i Lagoni.
In basso fioriture lungo le sponde del Lago Santo
 
 
 
 
 
 
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lago santo
© foto: F. Tomasinelli
 
   
 




 

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