Camminare con gli occhi all'insù fa un certo effetto, soprattuto se c'è qualcosa di bello da vedere. Provate a passare per via Garibaldi: vi meraviglierete. L'ultimo nato, dopo anni di ponteggi, è Palazzo Nicolosio Lomellino, tornato a luccicare per il 2004 con un accurato restauro della facciata e degli stucchi degli Strozzi. Ora arriva il riconoscimento europeo: martedì 21 giugno 2005 a Palazzo Tursi la famiglia Bruzzo - attuale proprietaria - ha ricevuto il Premio Europa Unita.
Di che si tratta? Come si dice il Presidente della federazione Europa Nostra: «è una specie di Oscar del patrimonio culturale, anche se con un'altra atmosfera...». Attiva da più di venti anni, Europa Nostra è il primo referente non gevernativo del Consiglio d'Europa e della Commissione Europea per la salvaguardia dei Beni Culturali dell'Unione. Il Premio è stato istituito nel 2002 e quest'anno sono 38 le realtà (divise tra progetti, studi e servizi) che la giuria ha selezionato, di cui tre sono in Italia: la ricerca sulle Strategie per la qualità ambientale e l'efficienza energetica nei musei, del Politecnico di Milano, il restauro della facciata della Scuola Grande di San Marco a Venezia e, appunto, Palazzo Nicolosio Lomellino a Genova.
Il palazzo
Parte del maestoso progetto di Strada Nuova, Palazzo Lomellino inizia a prendere forma nel 1563. Nel Settecento subisce una serie di modifiche strutturali: la sistemazione dei ninfei e del giardino, l'allungamento delle ali del Palazzo. Del Seicento, invece, sono gli affreschi di Bernardo Strozzi recentemente ritrovati.
E qui c'è anche una succosa storia da raccontare. Strozzi ebbe l'incarico di affrescare i soffitti di tre stanze, due recamerini, la loggia al primo piano nobile e le volte dello scalone. A lavori conclusi, tra il proprietario dell'epoca - Luigi Centurione - e il turbolento artista scoppiò una querelle economica. Centurione decise infine di coprire gli affreschi con l'intonaco (tranne quello nel salone principale). Ecco perché non se ne ebbe più notizia fino agli ultimi lavori.
Il restauro
Lungamente elogiati i lavori di restauro che hanno riportato agli antichi splendori la dimora al numero 7 di via Garibaldi. La direttrice del Centro Italiano per il Restauro di Roma, Caterina Bon Valvassina, dice: «È stato fatto un lavoro "per via di levare" per usare parole di Michelangelo. È stato lungo, accurato e dispendioso, se si pensa che si è utilizzato un bisturi identico a quelli dei chirurghi. Per fare un quadrato di dieci centimetri per dieci con quel metodo ci vogliono anche due giorni». Un lavorone insomma.
Tra i protagonisti dell'opera di recupero gli attuali proprietari. «È stato tutto merito di mia moglie - dice Matteo Bruzzo - mentre il Premio per me è stato come un Optalidon: mi ha fatto passare il mal di testa di avere un Palazzo».
Visite
Da giugno 2005, questo concentrato di opere si apre al pubblico. «Strada Nuova è piena di bellezze, come Palazzo Rosso e Palazzo Bianco. Ma questi sono musei: Solo Palazzo Lomellino ha il sapore di una dimora antica», dice Pericu.
Porte aperte dunque agli affreschi dello Strozzi, ai ninfei, al giardino, agli atri. Per un assaggio virtuale, il offre informazioni e multimedia a profusione.
Ogni primo sabato del mese sarà possibile entrare in questa lussuosa residenza, dalle 10 alle 18. L'ingresso costa 4.50 Eu, la prenotazione è obbligatoria (010 5957060).
Nella foto: Matteo Bruzzo (a sinistra) riceve il Premio da Wynford Evans, presidente di Europa Nostra