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Prendi una donna, trattala male...
 
Il tradimento segna una fine. Quello che verrà dopo, perdono o vendetta, sarà comunque un'altra storia. Di Tittyna
 
   

     
30 maggio 2005
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schiaffo
Il tradimento non si dimentica. Mai. Puoi superarlo, perdonarlo, se hai molto da fare addirittura accantonarlo, metterlo da parte per un po', tra le vecchie bollette della luce e le batterie nuove che non ricordi di avere e quindi ricomprerai, ignaro di averle sotterrate in un cassetto.

Puoi perdonarlo e non perdonarti di averlo fatto e quindi rinfacciarlo ad ogni occasione. Puoi tacerlo per conservare nel cuore la vergogna e il torto, oppure raccontarlo a tutti, quasi vantandoti del torto subìto, per spiegare meglio quanto sia stato ingiusto e doloroso subirlo, quanto meschino è stato compierlo ai tuoi danni.
Ma dimenticarlo, questo proprio non puoi farlo. Mai.
Lui resta lì, presente, e dopo aver gridato forte fino a stordirti l'anima, china il capo e dolente si siede in un angolo della stanza ad aspettare che tu, distrattamente, gli passi davanti e lo riconosci. Un attimo breve, un istante solo, per guardarsi negli occhi e riprovare, anche a distanza di secoli, la stessa terrificante gelida morsa allo stomaco, la gola che si irrita e si ribella e gli occhi che si chiudono con forza nel patetico tentativo di trattenere lacrime che si rinnovano per diabolica magia.

Perché il tradimento, signori miei, non si dimentica. Non si può dimenticare. Pure se ha fatto di tutto per farsi dimenticare, pure se l'avete ricambiato col perdono o con un altro tradimento, stavolta freddo e razionale, vendicativo, il tradimento non si dimentica.
È il motore che da vita alla folle corsa tra ricordi e attimi d'amore che pensavi di aver rimosso per sempre, è un album di fotografie con al centro sempre la sua faccia, su ogni immagine, con tutte le espressioni di cui è capace. La tristezza, la rabbia, l'amore e l'odio, la vendetta e la rassegnazione. Ed è lì, tra le vostre due teste, come un bambino dispettoso che arriva silenziosamente da dietro e si mette in posa.

Ha mille facce il tradimento, tante quante ne ha il traditore, tante quanti i sentimenti che dentro ha generato. È fenomenale, il tradimento. Che tu l'abbia commesso o subìto, è l'occhio di un ciclone che pare lasciare tutto così com'era, prima del suo passaggio. Poi, mentre osservi la scena, perfettamente identica nei dettagli al mondo di prima, con le case, gli alberi, le strade, i sorrisi, tutti perfettamente al loro posto, sbatti un piede per terra e viene giù tutto, tra tonfi sordi e voli di polvere grigia che oscura lo sguardo e strozza il respiro.

È incredibile, quello che può fare il tradimento, al punto che le conseguenze, spesso, sono più intense e forti e distruttive dell'atto stesso, che magari è stato solo un momento di debolezza, una distrazione. Invece niente sarà più uguale, dopo il tradimento. Neanche quello che appare immutato, invariabile, intoccabile dal tempo e dagli uomini. Perché è dentro le cose, che tutto è cambiato. Fuori continuerà a sembrare uguale. Ma non ci sarà gesto, parola, azione, che non porti con sé quel dubbio, quel ricordo, quella paura folle che sia accaduto ancora, che stia per accadere ancora.

Il tradimento è una fine. Quella che verrà dopo, qualunque sia, sarà sempre un'altra storia.

Tittyna
 
 
 
 
 
 
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