L'ultimo tassello dei Musei di Strada Nuova sta per andare a posto. Dopo il
restyling di
Palazzo Bianco, l'inserimento di Palazzo Tursi nei percorsi museali e l'apertura del
DVJ, è quasi l'ora di tagliare il nastro per il
maquillage di Palazzo Rosso. Dico "quasi" perché la fine dei lavori di questo primo corposo lotto d'interventi è prevista per il
30 settembre. Intanto però molto si può già vedere ed il risultato è da
standing ovation. Ve lo raccontiamo in anteprima col supporto di
una bella dose di fotografie.
Partiamo dal basso. Ricordate la vecchia Sala Garibaldi / Sala Germi? Bene, dimenticatela. Al suo posto è emerso un
auditorium nuovo di pacca, con poltroncine di velluto blu, muri in betulla e tutte le sciccherie necessarie, compresa un'ottima acustica. L'ingresso da vico Boccanegra è rimasto, ma si può anche entrare dal cortile del Museo: gli spazi del
foyer sono di un candore essenziale ed elegantissimo. Da una botola vetrata
si può vedere la cisterna sottostante, mentre alzando la testa si traguarda a cannocchiale il cortile di Palazzo Rosso.
Ma questi, come dire, sono i lustrini. Il bello deve ancora venire.
Salendo al primo piano nobile c'è la prima "chicca", la splendida
scala a chiocciola di Franco Albini, finalmente messa in sicurezza ed agibile. Siamo nel corpo delle cosiddette "dipendenze", che in futuro ospiteranno il
Centro per la Storia, l'Arte e l'Immagine di Genova, ovvero la Biblioteca di Storia dell'Arte (fino a pochi mesi fa nell'edificio ex-Berio), gli archivi Fotografico e Topografico del Comune ed il Gabinetto di Disegni e Stampe di Palazzo Rosso.
Al primo ammezzato si trova il
corridoio sospeso, quella scheggia di acciaio e cristallo che si vede da fuori, sbirciando da via Garibaldi. Salendo di un piano, al secondo nobile, ecco la
Sala delle Virtù Romane, interamente decorata da Lorenzo De Ferrari: del soffitto già si sapeva, ma togliendo la moquette ai muri sono venuti fuori anche gli affreschi parietali. Qui un tempo c'era la collezione delle ceramiche, adesso divisa con Palazzo Tursi (farmacie e produzione ligure): a Palazzo Rosso troveranno spazio le porcellane legate alla "cultura del vivere", pezzi domestici o da parata per lo più di produzione estera.
Da questo piano si accede al vasto
terrazzo, il tetto del Palazzetto Rosso (Centro Culturale Francese), con inattesi scorci sui tetti.
Per il panorama mozzafiato bisogna però prendere l'
ascensore di cristallo, che col pulsante "6" ti porta in cielo. Atterraggio sul tetto del Museo, ripida scaletta d'ardesia e terrazzino sulla cuspide. Il punto più alto di tutto il centro storico. E una vista da levare il fiato.
Per ora finisce qui, ma ci sono ancora diversi spazi da riesumare, come gli ammezzati del Palazzo vero e proprio - interamente affrescati. Mancano all'appello il mezzanino del 1710, un appartamento del 1783 ed uno del 1840. Quando verranno recuperati Palazzo Rosso si proporrà come una dimora in cui attraversare almeno
tre secoli di "Storia dell'abitare", dal Seicento al Novecento. Si parla del 2007, ma una cosa per volta: prossimo appuntamento 30 settembre.
Lo slideshow di Palazzo Rosso