Li ho conosciuti lo scorso dicembre, quasi per caso. E ci siamo piaciuti subito.Era la festa per i
quattro anni di mentelocale.it, e i ragazzi di
Effetto Notte erano al Ducale a festeggiare insieme a noi: d'altra parte i destini della redazione di mentelocale e del movimento cinefilo sono sempre stati uniti da un unico filo: stessa età (anche Effetto Notte esiste da quattro anni) e stessa passione per una città in piena rinascita. Insomma, la proposta di
******<lcont="8784|Lorenzo Maura">****** - uno tra i fondatori del clan - di "entrare nel gruppo" è arrivata la sera stessa, così come il mio convinto "sì".
Mi è bastato poco per accorgermi che Effetto Notte ha, rispetto alle tante rassegne cittadine, una marcia in più. Non dimenticherò mai "la mia prima sera". Appuntamento al
cinema America di via Colombo, che da qualche anno ospita i giovedì di Effetto Notte. In programma c'è
La mia droga si chiama Julie, di Truffaut. Ma i preparativi iniziano ben prima delle 21.30, ora in cui avrà inizio lo spettacolo serale. Innanzi tutto c'è da preparare il buffet: mi ritrovo con un coltello in una mano e un panettone nell'altra. Loro, i miei nuovi compagni di avventura, non mi lasciano sola:
Alex (Cataldi) - cuoco esperto - mi spiega come tagliare le fette e disporle sui vassoi, mentre
Lorenzo si occupa di bevande, bicchieri e accoglienza di chi arriva in anticipo per paura di non trovare il biglietto.
Christian (Castelli) sta facendo l'inventario dei "suoi" selezionatissimi dvd, che scoprirò essere una grande attrattiva per il pubblico in attesa davanti al botteghino.
Poi arrivano facce nuove:
Luca (Cimino), con la sua voce da tenore, si occupa della coda che inizia a formarsi all'ingresso, dando notizie ai molti curiosi.
Laura (Benzi), la nostra scenografa di professione, trasforma in poche ore un pezzo di stoffa bianco in un grande manifesto raffigurante il logo di Effetto Notte;
Pier (Cozzolino) - che scopro essere uno dei fondatori della neonata
rassegna Calibro - sceglie la musica più adatta per la serata, mentre
Roberta (Nardi) - padrona di casa allo spettacolo delle 16.30, a base di tè e biscotti - si prepara ad entrare in sala.
Quando tutto è pronto,
il cinema è stracolmo.
La scelta dei film si è rivelata, anche quest'anno, vincente: più volte mi è capitato di assistere alla proiezione seduta per terra, insieme ad altri affezionati che, piuttosto che perdersi
Metropolis,
Amici miei o
Hollywood Party hanno rinunciato alla poltrona per un'altrettanto confortevole moquette. In questi mesi trascorsi al cinema America ho scoperto, da parte dei genovesi, un amore per il cinema che non conoscevo. Basti pensare che lo "zoccolo duro" di Effetto Notte non si è perso lo spettacolo del giovedì sera nemmeno quando a Genova cadevano
fiocchi di neve che avrebbero scoraggiato anche i più intrepidi. Già, perché questo inverno è successo anche questo. I nostri "affezionati" hanno per lo più un'età compresa tra i 25 e i 40 anni e apprezzano il buon cinema. Credo, però, che il segreto del successo del movimento cinefilo stia soprattutto nel rapporto che i ragazzi di Effetto Notte hanno instaurato con il pubblico in questi anni: battute, chiacchiere e risate non mancano mai all'ingresso del cinema. Un'atmosfera calda e amichevole che ho ritrovato anche all'interno del gruppo.
Giovedì 5 e venerdì 6 maggio l'avventura invernale di Effetto Notte si conclude con un evento che definirei coraggioso: due giorni dedicati a Russ Meyer, re del
porno soft americano da poco scomparso. Effetto Notte proporrà i suoi film più famosi: da
Lorna a
Motorpsycho, fino a
Vixen (il primo spettacolo è alle 20.30, il secondo alle 22.30). Il tutto sarà accompagnato dagli interventi del pornologo
Michele Capozzi (direttamente da New York) e del critico
Michele Giordano.
E al termine dei film, una vera chicca: una serie di trailer di film pornografici anni '80. Da mezzanotte in poi.
Ma, c'è da scommetterci, le sorprese non finiranno qui...
Nella foto in alto, da sinistra, Luca Cimino, Laura Benzi, Pierpaolo Cozzolino, Roberta Nardi, Lorenzo Maura, Francesca Baroncelli, Alessandro Cataldi.
In basso, l'ingresso del cinema America.