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Società & Tendenze
Lorenzo Fantini @ mentelocale
 

Quelli che... la tv

 
Autore televisivo, regista e scrittore. Lorenzo Fantini ci parla del mondo dorato della televisione. Che poi tanto dorato non è...
 
   

     
23 aprile 2005
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
Vi siete mai chiesti chi si nasconde dietro alle battute e alle storie che tanto appassionano gli amanti del piccolo schermo? L'autore televisivo è un personaggio dalle mille idee, che inventa un modo per far divertire, riflettere e appassionare i seguaci dei mille talk show o degli spettacoli del sabato sera.

Io ne ho incontrato uno: un genovese che, dalla Liguria, è arrivato a realizzare i propri sogni in quel di Roma. Lorenzo Fantini ha iniziato la sua carriera a Genova come collaboratore del Secolo XIX, nella cronaca cittadina: «era la fine degli anni '80 e il centro storico era deserto. I genovesi non osavano addentrarsi in quello che era un "buco nero" all'interno della città», mi spiega Lorenzo, che allora era uno studente di sociologia all'Università: «ho deciso quindi di occuparmi di quel "posto di frontiera". Così è nata Movida, una sorta di mentelocale.it ante litteram». Già, perché quel giornale - fondato da Lorenzo e da Nicola Grendi - veniva distribuito gratuitamente nei locali di Genova per porre in evidenza che, in pieno centro storico, esisteva una realtà tutta da scoprire.

«L'arrivo a Genova di Gad Lerner con la sua trasmissione Profondo nord è stato la mia fortuna. Lerner ha capito l'importanza del centro storico, ed è iniziata tra noi una collaborazione proseguita poi con Milano-Italia». Dal rotocalco di attualità, Lorenzo è entrato a far parte del mondo calcistico grazie a Quelli che il calcio, allora condotto da Fabio Fazio: «carino, educato, per bene. Molto vero, insomma», dice Lorenzo di Fazio quando gli chiedo di descrivermi la personalità del conduttore ligure, «insieme a Gad Lerner, è uno dei pochi che, partecipando solo a progetti in cui lui stesso crede, ha rispetto per il pubblico».
Ma in tv è tutto rose e fiori? E com'è la televisione italiana vista dal di dentro? «Una situazione unica in Europa, caratterizzata da una grande omologazione. Persino la Rai è diventata una tv commerciale... Ho collaborato con reti straniere, come France 3 e Arté, ed è tutto un altro mondo», spiega Lorenzo amareggiato: «gli italiani che oggi lavorano nel piccolo schermo non hanno più voglia di sperimentare. Nessuno propone un buon reportage o documentari. Il Reality e le vallette scosciate sono l'unico trend del momento».

Ma anche Lorenzo fa parte di quel mondo così poco dorato... «io faccio un lavoro di mediazione: non posso dire di no a tutte le proposte che mi vengono fatte. Cerco di fare cose che non mi fanno schifo, anche se spesso litigo per voler seguire la mia etica, la coerenza e il senso dell'estetica». Oggi Lorenzo lavora per la Endemol, casa produttrice di successi televisivi come il famigerato Grande Fratello: «sono uno degli autori di Al posto tuo, una trasmissione che, da talk show, è diventata un programma sperimentale: partendo dalle e-mail che giungono in redazione, costruiamo una storia che viene poi interpretata da attori professionisti. Un genere nuovo che potremmo chiamare soap talk».
Ma Lorenzo, che oltre ad essere autore è anche regista e scrittore - ha scritto due libri-reportage per Feltrinelli - fa anche parte dello staff de Le invasioni barbariche, la nuova trasmissione condotta da Daria Bignardi su La7, «ma il lavoro di cui vado maggiormente fiero è un documentario dedicato ai transatlantici Michelangelo e Raffaello, che è andato in onda su Arté e che sarà distribuito con il Secolo XIX a fine giugno».

Ma Genova occupa ancora un posto importante nella mente di Lorenzo? «Sì, e in futuro tornerò nella mia città. Vorrei aprire un ristorante vegetariano nei carruggi», "carruggi" e non "vicoli", sottolinea, «proporrò le antiche ricette di un vecchio frate genovese».

Nella foto, Lorenzo Fantini @ mentelocale.
 
 
 
 
 
 
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