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Gianni Ansaldi: una vita in 35 mm
 
Da 'Sapore di mare' al posativismo dialettivo. Ora fotografa gli intellettuali di Genova. E bazzica in tv. Abbiamo preso un caffè insieme
 
   

     
2 aprile 2005
 [1 voti]
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di
Daniele
Miggino
   
Durante una chiacchierata con Gianni Ansaldi si toccano mille argomenti: cinema, fotografia, arte, televisione, teatro. Perché? Beh, è entrato in tutti questi mondi di persona...
Ricordate il fidanzatino di Selvaggia in Sapore di Mare? Ecco, da molti anni ha smesso di andare alla spiaggia e si è messo a fare fotografie. Belle diciamo noi, anche se lui fa il modesto: «è culo». In particolare, ci ha colpito il suo ultimo progetto: una serie di ritratti a personaggi dell'intelligentsia genovese più o meno noti. Abbiamo parlato di fotografia, del substrato culturale di Genova, ma anche di "Love Bugs" (vedi Italia 1) e "48 ore".

Gianni si è formato nella Compagnia del Teatro Stabile di Genova. Suo padre - Romolo - oltre ad essere uno dei maggiori conoscitori dell'opera di Simenon, un tempo collezionava macchine fotografiche Leica, che il figlio ha iniziato a usare presto. «Io faccio mille cose ma le prime pagine le becca sempre lui», scherza riferendosi ad un recente articolo uscito sul Secolo XIX.
Il clamoroso successo del film di Vanzina lo travolge. Poi, all'apice della popolarità, scompare dallo schermo. Come mai? «Quando fare l'attore diventa il tuo unico lavoro è pesante, una routine molto affaticante». Forse era l'ambiente, sicuramente voleva fare altre cose.

Infatti, in seguito fonda il movimento artistico del posativismo dialettico, fa fotografie in giro per il mondo. Il suo obbiettivo preferito è il 35 mm, come quello che usava Cartier-Bresson, un maestro. «Eh sì - dice - si può dire che la mia sia una vita a 35 mm, dalle pellicole cinematografiche a quelle fotografiche». Parlaci un po' dei ritratti. Come hai iniziato? «Mi sono reso conto di essere circondato di facce piene, espressive, belle, che vanno scoperte». Molti dei volti immortalati sono noti (solo per citarne alcuni che abbiamo incontrato anche noi, Balbontin, Ceccon, Casalino, Galletta, Bruschi, Max Manfredi) ma altri sono perle nascoste, come il curatore della Cineteca Griffith Massimo Patrone, di cui dice: «l'ho trovato in una stanzetta piena di film incredibili, una roba che se fosse a Parigi invece che a Genova gli avrebbero già fatto un museo». Ci sono giovani poeti, scrittori, cantanti, filosofi, giornalisti. Deve arrivare a 101 scatti, e vorrebbe farne un libro. Ma sul titolo e sul perché del numero è misterioso. Lì per lì gli chiedo come mai non ci sono donne, e lui mi risponde che la misoginia non c'entra: è solo profondamente inadatto a ritrarre volti femminili. «Magari ci penserà un altro fotografo, o io stesso tra qualche tempo, quando sarò migliorato». In realtà una donna c'è. È l'artista Domenica Laurenzana, di cui però non si vede il viso...

Ma chi sono questi personaggi? Sono le facce e le vite che fanno concretamente cultura nella nostra città, molti in modo silenzioso. Oppure, ecco un'altra battuta: «Sono intellettuali di merda». !?! Mi spiega: «Quando ero giovane, spesso le ragazze ti apostrofavano così: "sei un intellettuale di merda!". Per me era era un vanto, un titolo di cui andavo fierissimo. Io cerco persone così, fiere di essere intellettuali».
Preferisce fotografare quelli che stanno un po' in disparte, nella penombra della vita cittadina. Ma non scarta i più conosciuti per principio.

Gli chiedo cosa ne pensa della nostra città (andate a vedere le che ha fatto nel centro storico dagli anni Ottanta a pochi mesi fa) e lui è laconico: «C'è un sacco di polvere da sparo ma nessuno l'accende». Quando vede che sorrido: «Ti è piaciuta? Mi è venuta così!».

Oggi Gianni continua a bazzicare nel mondo della tv, ma senza impegni gravosi. Parteciperà alla seconda serie di Love Bugs con Fabio De Luigi e Michelle Hunzinker. Ha fatto un provino per la soap Vivere «ma - scherza di nuovo - dopo una scena serissima, in cui tentavo di ricucire con la mia donna, ridevano tutti. Non so se sia andata bene...». News dell'ultim'ora: molto probabilmente sarà nel cast di "48 ore", la fiction che stanno girando proprio a Genova.

Il momento in cui gli devo fare fare la foto è imbarazzante. Come vi sentireste voi a scattare su fotografo che fa ritratti? Fortunatamente una riesce abbastanza bene. Che culo...

Nella foto sopra: Enrique Balbotin ritratto da Gianni Ansaldi. Sotto Gianni Ansaldi @ mentelocale
 
 
 
 
 
 
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