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Germania anno zero
DURATA: 1h 15'
REGIA: Roberto Rossellini
ATTORI PRINCIPALI: Edmund Meschke, Franz Krüger, Barbara Hintz
ORIGINE: Italia, Germania
Dopoguerra a Berlino: nella città distrutta la tragica vicenda di un bambino senza speranza e della sua famiglia
PERCHÉ SÌ (di Donald Datti) Rossellini girò questo film a ridosso della morte del figlio. La tragedia personale si riflette inequivocabilmente nelle immagini: le macerie di Berlino, le figure dolenti di gente sconfitta, la morte vista come unico rimedio in una realtà senza speranza. Emblematico è il commento fuori campo che parla di persone che "vivono nella tragedia come nel loro elemento naturale". Certo non è il dolore personale sotteso a un'opera a renderla migliore: per intenderci, Leopardi non scrisse dei capolavori perché soffriva tanto. Ma certamente Germania anno zero è un grande film. Non ha probabilmente la statura emblematica di Paisà e di Roma città aperta, veri e propri manifesti neorealisti, ma ciò non toglie che si possa a tutti gli effetti parlare di capolavoro. Rossellini parla di persone e situazioni vere, non di personaggi: per questo il senso di tragedia incombente è ancora più soffocante. C'è un aneddoto che forse può chiarire meglio questo concetto. Gli attori, tutti tedeschi, soffrivano le privazioni di tutti gli abitanti di Berlino: si nota, nelle immagini girate in esterno, che sono sciupati, hanno volti scavati e membra ossute. Nelle immagini di interni, che furono girate in Italia, dove gli attori ebbero la possibilità di nutrirsi meglio, ecco che i volti sono meno tirati, le guance più piene. In definitiva, neorealismo allo stato puro.
Non so se quanto ho scritto possa convincervi ad andare a vedere questo film. Non conta. Andateci.
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