Che il fenomeno Ikea meritasse una certa riflessione, ce ne eravamo accorti. E non siamo certo i primi. Ma ci sono grosse novità.
Sti svedesi - che ci fanno sentire tutti, democraticamente, detentori di articoli di design, senza dovere spendere migliaia e migliaia di euro - hanno inventato un format diventato ormai di culto. E adesso ci si fanno anche le mostre. Il Gruppo A12 (che ha già lavorato in nord Europa) è stato chiamato dalla galleria svedese per allestire una mostra incentrata su uno dei pezzi più noti della produzione Ikea, il tavolino Lack. Nato sul finire degli anni '70, si rifà ad un modello dei primi del Novecento, un tavolino quadrato con le gambe molto grosse. L'esposizione inaugurerà il 12 marzo. Nel frattempo, gli artisti del Gruppo hanno lanciato un progetto del tutto innovativo: una mappatura dei Lack presenti nelle case di tutto il mondo. Come si fa? Beh, questo richiede l'aiuto di tutti voi che lo avete comprato. Fotografatelo e spedite la foto all'indirizzo lackproject@gruppoa12.org.
Andrea Balestrero, uno degli artisti di è già a Stoccolma. Lo abbiamo raggiunto al telefono per farci spiegare bene la mostra e il "Lack Project". «È semplice - dice - costruiremo un appartamento usando solo tavoli Lack». Pavimenti, muri, arredi, fatti con più di mille pezzi, tutti rosa. L'installazione rimarrà aperta per un mese, a disposizione del pubblico per cene, incontri e quant'altro. Ve l'immaginate? Una bella cena di lavoro immersi nel rosa Ikea...
E sulla mappa dei Lack nel mondo che ci dici? «Il progetto nasce dall'esigenza di avviare una riflessione sui prodotti Ikea, un'azienda che non ha pari nel mondo». Tuttavia, come dice lo stesso Andrea, in questa storia ci sono molti lati oscuri. «Il colosso svedese è ormai una multinazionale, anche se non quotata in Borsa. Il suo padre-padrone - il 78enne Ingvar Kamprad - è uno degli uomini più ricchi del mondo, con un trascorso da (solo recentemente si è pentito N.d.R.) e un presente da colonialista culturale». E prosegue: «se non c'è nulla di male a creare degli standard d'arredamento accessibili a tantissime persone, è comunque inquietante che le nostre case siano omogeneizzate». Persino in Svezia, mi spiega, l'azienda suscita sentimenti discordi: c'è chi la idolatra come una gloria nazionale, e chi è molto critico, per le ragioni che abbiamo esposto. E qualcuno, anche in , si dà da fare per dissuadervi dal dargli i vostri soldi.
A parte questo. Mi raccomando, è importante: se avete un 'Lack' in casa, partecipate al progetto.