Venerdì 4 febbraio 2005
Giovanni Novi ha festeggiato il suo primo anno da Presidente dell'
Autorità Portuale. Era anche il mio compleanno, ma non ho fatto la festa perché mi son preso una congestione fulminante, che ancora un po' ci rimango. Ristabilito -
martedì 8 febbraio - sono andato alla
Società di Letture e Conversazioni Scientifiche di Palazzo Ducale, dove c'era un
rendez vous proprio con Novi ed
Erika Della Casa del
Secolo XIX. Sta a vedere che qui si fa festa, mi sono detto. Niente da fare: si è parlato di Genova e del suo Porto, dopo che alcune frecciatine contro il Presidente dell'Autorità erano uscite proprio sul Secolo la scorsa settimana. C'era anche il sindaco Pericu.
Come afferma Novi in apertura, questi sono anni di prosperità per i marittimi. I traffici aumentano, c'è molto movimento, gli armatori fanno affari e il Porto ha il vento in poppa (si diceva una volta...). Insomma, l'unico problema di Genova è la mancanza di spazio. E di infrastrutture. «Nei trasporti marittimi ci sono anelli forti (armatori) che stanno al passo coi tempi, anelli deboli (i porti) che faticano a tenere il ritmo e anelli debolissimi (le infrastrutture)», dice Novi.
Ma
Erika Della Casa ha un'altra preoccupazione: il rapporto tra Porto e città. Così vicini, così lontani. Considerato che il mondo del commercio marittimo è cambiato molto negli ultimi anni,
quanta della ricchezza creata in banchina arriva in città? «Meno di un tempo», risponde Novi, e il problema è sempre quello: spazi, trasporti, infrastrutture. C'è un Comitato che sta valutando il water front di
Piano a questo proposito. «Qui, però, c'è un circolo vizioso - incalza Della Casa - il Porto non cresce perché mancano le infrastrutture, le infrastrutture non partono perché il Porto non cresce. Qualcuno si dovrà pur muovere...». E poi, continua la giornalista, questo c'entra solo in parte con le ricadute sulla città, sui cittadini. Ci si è messa anche Costa (che ormai porta la sue navi a Savona, mentre a Genova apre
locali) e in zona angiporto non si vedono più croceristi d'assalto. E la
Festival, che ormai non esiste più.
C'è poi una strana contraddizione: gli spazi mancano, ma quelli che ci sono vengono sfruttati poco. Perché? Il VTE di Voltri, per esempio, è gestito da una società di Singapore, vai a sapere che intenzioni hanno.... Ma l'Autorità li sta pressando, e volendo può revocare la concessione.
Una delle soluzioni per aumentare la redditività delle attività portuali potrebbe essere quella di fermare le merci in entrata e lavorarle in loco. Ora, io questa frase della manipolazione delle merci in transito l'ho sentita varie volte, ma raramente ho capito veramente di cosa si trattasse. Novi ha fatto un esempio che più chiaro non si può. Le scarpe che arrivano dalla Cina sono spaiate - le destre in un container, le sinistre in un altro - così rubarne un paio diventa un casino. Ricongiungerle potrebbe essere uno di quei lavori di manipolazione di cui tanto si parla.
E per i pedalini come fanno?
Nella foto: Erika Della Casa e Giovanni Novi a Palazzo Ducale