I genovesi hanno vissuto l'anno di grazia
2004 come una lunga full immersion culturale. Effettivamente sono cambiate molte cose in città. Siamo diventati improvvisamente (o almeno così ci sembrava) cittadini di un posto appetibile sotto molti punti di vista. Ora che il famigerato e temuto 2005 è iniziato (quante volte si è sentito dire: "ah, chissà che faremo una volta finito il 2004...") chi meglio dell'Assessore alla Cultura del Comune di Genova
Luca Borzani può darci un'idea della strada che sta percorrendo la città?
Eccoci qui. La prima domanda è dunque: "ah! che fine faremo quest'anno?". Borzani sorride e risponde: «Come dice
Matvejevic, questa è la domanda tipica di chi guarda al futuro senza esser cosciente del proprio passato. Il 2004 è in realtà il punto di arrivo di un percorso iniziato dieci anni fa».
Già, non si diventa Capitale Europea della Cultura da un giorno all'altro. Ma c'è stato un momento in cui si è capito che non si poteva fare altrimenti che cambiare rotta. Borzani ha sostenuto più volte che Genova non è cambiata, Genova è stata reinventata, è una città diversa. «La svolta è avvenuta in un periodo di crisi (post industriale N.d.R.), quando si è partiti con la riqualificazione degli spazi».
In questo contesto,
l'Anno della Cultura è un po' il traguardo, la festa finale, se così si può dire. «E non ci sono stati solo gli eventi - continua Borzani - ma molti investimenti. Il 2005, in ogni caso, non dovrà essere confrontato con l'anno precedente, ma con il 2003 e prima».
Che si farà dunque? Le iniziativa non mancano, assicura l'Assessore: «
il Ducale ha già programmato mostre fino a dicembre, e ci sarà spazio per molte altre manifestazioni che sono rimaste un po' ai margini del programma 2004, sia dal punto di vista della memoria locale che del contemporaneo».
A proposito dei giovani, Borzani si è messo in testa di invertire una tendenza millenaria: «Tacito diceva che a Genova si può contare solo dopo i cinquant'anni. Io aggiungo che oggi non è nemmeno sicuro questo». I propositi sono quelli di essere più generosi verso le giovani generazioni e di creare nuove professionalità. «Nel contesto odierno della fabbrica immateriale c'è l'intenzione di valorizzare parti della città che si trovano anche fuori dal centro».
A questo punto mi scappa una domanda sulla questione della
scuola genovese dei cantautori, di cui ci siamo occupati di recente. Il fatto è che ad ogni pié sospinto ci giungono conferme del fatto che Genova - in Italia e all'estero - significa soprattutto canzone d'autore (vedi l'articolo su
Lichtungen, rivista letteraria austriaca). Il 2004, invece, sembra essersene dimenticato. Si farà qualcosa in proposito? «Sono convinto che su questo tema ci saranno importanti iniziative tra il 2005 e il 2006», dice l'Assessore, «la consegna del Grifo d'Oro a
Gino Paoli va proprio in questa direzione. La scuola cantautoriale ha rappresentato un importante momento per Genova, in periodo di grande crisi culturale».
E ora una curiosità. Le installazione "esterne" - chiamiamole così - della mostra
Arti & Architettura, hanno stupito, provocato, a volte disgustato il pubblico. «Io ho già espresso molte volte la mia opinione sulle opere. L'aspetto di provocazione, di rottura, è stato evidente. Non tutti ci sono riusciti con la stessa qualità». Ma ormai sono diventate familiari. Insomma, ci siamo abituati. Ci viene spontaneo chiederci:
che fine faranno quando la mostra chiuderà? «Molte sono di proprietà degli artisti, che avevano già in programma altre destinazioni.
Piano, per esempio, non è intenzionato a tenere qui la sua opera». Ma alcune potrebbero diventare permanenti. «Il
Teatro del Mondo credo che debba essere conservato, ma anche qui ci sono molte problematiche: non è a norma, né ignifugo, e ha costi di gestione molti alti». Nessuna speranza per il treno d'oro di piazza Fontane Marose, la mia preferita. Torna a casa, prima stazione Genova Sampiedarena...
Nella foto: Luca Borzani parla all'inaugurazione della mostra Attraversare Genova presso Villa Croce. Si vedono il Sindaco Pericu, l'Assessore Gabrielli e Davide Viziano