Per tanto (troppo) tempo, l'arte del fumetto è stata relegata ai margini della produzione artistica propriamente detta. In Italia, il valore di autori storici come
Pratt, Manara, Galep e Crepax ha contribuito a sdoganare il genere. Il coraggio di editori come Sergio Bonelli ha fatto il resto, nonostante le varie crisi del settore e le reticenze del mercato.
Finalmente, quella che il maestro americano Will Eisner ha definito come
arte sequenziale occupa un posto d'onore all'interno del sistema di comunicazione di massa.
Genova, sotto questo punto di vista, deve andare fiera del fatto di aver dato i natali ad
un numero impressionante di disegnatori e di sceneggiatori, nonché - cosa mirabolante a dirsi - di alcune testate di settore, ormai scomparse, come il
Sgt.Kirk pubblicato negli anni 70.
Tutto questo e molto di più è riportato nelle pagine di
Segni e sogni del fumetto genovese (Erga Edizioni), a cura di
Antonella Ferrara, realizzato dai giovani
Elena Cacciabue,
Federico Franzò ed
Elisa Galleano, con la collaborazione del
Centro Artistico Culturale Art'Intorno.
Un libercolo di agile consultazione, in cui vengono accuratamente elencati, in ordine rigorosamente alfabetico, gli artisti nati all'ombra della Lanterna, o approdati in città negli anni. Un compendio di autori famosi e non, di creature di china più o meno conosciute. O accidentalmente dimenticate.
Avevo scordato, infatti, la
Nonna Abelarda con i suoi guantini e lo sguardo accigliato, opera del grande
G. B. Carpi. E non ricordavo neanche più il
Pepito di
Bottaro. Ben più recenti, ma ugualmente identificabili, i disegni di
Luca Laca Montagliani, riprodotti anche sulle simpatiche guide dedicate al Centro Storico cittadino.
Peccato che, come ricorda la Ferrara a chi è accorso il 31 gennaio nel forum FNAC per la presentazione del libro, Genova non sappia coltivare il fermento artistico che in essa si agita, non offrendo strutture adeguate allo sviluppo dell'attività fumettistica e costringendo, così, i giovani artisti ad
emigrare.
Il volume mette in luce
il sostrato creativo e vivace della città, sconosciuto ai più.
La tradizione genovese dell'illustrazione inizia addirittura nell'800, quando
Pipein Gamba si dedicava alle opere di Salgari. E ha visto il suo apice una trentina di anni fa, in contemporanea con il boom del fumetto d'autore nel resto della penisola:
Gallieno Ferri elaborava quell'Adone di
Zagor e
Rodolfo Marcenaro lavorava al Carosello con il suo Lancillotto. Senza dimenticare la nascita dello storico
Ken Parker di
G. Carlo Berardi.
A sottolineare quanta intraprendenza bolla attualmente in pentola, non bisogna dimenticare la
Mostra Internazionale del Fumetto di Rapallo, organizzata da
Carlo Chendi. Durante l'ultima edizione, il giovane (classe 1979!) sceneggiatore
Sergio Badino, cresciuto in seno all'Accademia Disney e attualmente nell'organico di Topolino & C., ha presentato una breve storia, basata sul connubio tra musica e fumetti, realizzata in collaborazione con
Enrico Macchiavello. Dei due, saranno in visione nei locali della FNAC, fino a mercoledì 2 febbraio, le tavole originali, gli studi dei personaggi e la sceneggiatura di un nuovo plot: una buona occasione per apprezzare il processo creativo che sta alla base di ogni fumetto.
Per gli appassionati del genere, sarà imperdibile
l'appuntamento del 18 marzo, presso Liguria Spazio Aperto - Fondazione Colombo di Palazzo Ducale:
Il fumetto tra cinema, letteratura e musica, con la presenza di Berardi.
Teardrop