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Cultura

Gulp! Gasp! Gosh!

 
Incontro con Andrea Ferraris, valente disegnatore genovese della Disney. Trucchi del mestiere e ricordi di un'intensa gavetta. Di Teardrop
 
   

     
20 gennaio 2005
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Topolino
Non avevo idea che Genova avesse tanta familiarità con l'arte del fumetto e dell'illustrazione in genere. L'Associazione Artistico Culturale Art'Intorno, in collaborazione con la Biblioteca De Amicis, mi ha offerto a più riprese la possibilità di conoscere questa interessante realtà, fin dall'anno scorso, grazie agli incontri con i nostrani Elena Pongiglione e lo sceneggiatore disneyano Carlo Chendi.
Il nuovo ciclo di Incontri con il fumetto, iniziati nel dicembre scorso con il seminario sul fumetto realistico tenuto dal bonelliano Giovanni Bruzzo, ha visto impegnato in una divertita disamina sul fumetto Disney l'impavido fumettista Andrea Ferraris, anch'egli genovese, approdato a Topolinia dopo un intenso girovagare negli ambienti più stimolanti del fumetto italiano degli anni '80, quali la bottega bolognese in cui bazzicò anche il fu Andrea Pazienza.

Dopo un fortunato incontro con Giorgio Cavazzano, uno dei maestri della scuola disneyana in Italia (inconfondibili le macchie di sugo e di liquami vari, nelle vignette da lui disegnate), Andrea entra alla corte del severissimo Giovan Battista Carpi, altro zeneize d.o.c.: i suoi preziosi insegnamenti e la sua particolare didattica ("Andavo a trovarlo a casa: mi apriva in ciabatte. Non so se i consigli che dava a me erano gli stessi anche per gli altri disegnatori. Non l'ho mai saputo. Ognuno, così, riusciva a mantenere uno stile personale") l'hanno aiutato ad affinare la propria tecnica.
"Ho trascorso un anno, sotto la direzione di Carpi, prima di iniziare a lavorare davvero". Da allora, sono passati dodici anni.
Il suo primo lavoro pubblicato è stato Topolino e il quarto Beatles: "Evito di guardare quella storia, se posso...". Io la ricordo bene, invece! Topolino e Pippo, con la macchina del tempo di Zapotec e Marlin... va beh, non scantoniamo.
Nonostante l'ammirazione per Carpi, il suo vate dichiarato è, però, Massimo De Vita, altra firma storica della testata Topolino: indimenticabile la sua saga fantasy La spada di ghiaccio: "De Vita ha una gran tecnica: anche se certe volte i personaggi sono disegnati come delle focacce, un po' sbracati, è tutto calcolato. Se un braccio è più lungo, non lo è a caso: magari vuol dare un senso di movimento, di dinamicità. Certe espressioni del viso di Paperino, negli albi a cavallo tra gli anni '70 e '80 hanno fatto scuola, sono indimenticabili".
Come Andrea ha consigliato, sollecitato dalle domande dei presenti, è cosa bona et iusta avere un modello cui rifarsi. Senza, però, smarrirsi in esso e continuando, piuttosto, a sviluppare il proprio tratto, caratterizzando in maniera autonoma il personaggio su cui ci si adopera. Specie se questo è già stato ampiamente codificato, come nel caso dei paperi e dei topi di Walt. "Io faccio parte della seconda tornata di artisti dell'Accademia Disney. Per fortuna, grazie a Carpi, la mia generazione ha avuto ottimi esponenti, ognuno con un carattere fortemente riconoscibile. I nuovi disegnatori, seppur bravissimi, sono purtroppo un po' standardizzati. Si somigliano tutti. Un peccato. C'è un forte controllo, ora, da parte della casa madre".

Pillole di pratica del fumetto: come organizzare il lavoro di manipolazione di una sceneggiatura ("Leggo, lascio sedimentare, elaboro nella mia testa uno storyboard che poi schizzerò - e che capirò praticamente solo io - e realizzo le tavole. Magari parto dalla 22, poi faccio la 10, senza un ordine preciso. È un metodo personale: c'è chi è capace di lavorare su un testo senza neanche averlo letto fino in fondo. Una roba pericolosissima, per me!"), dimestichezza assoluta con i personaggi ("È utile conoscere le cosiddette strutture. Bisogna scomporre la figura nelle sue parti essenziali, capire come si legano l'una con l'altra. I disneyani sono facili, sotto questo aspetto: la testa è un cerchio, il corpo una pera. Occorre immaginarli in 3d, come se fossero dentro una scatola"), capacità di osare ("Non stravolgo le sceneggiature, ma ne modifico alcuni tratti, perché riesco ad adattarle meglio alle mie esigenze").

Un incontro piacevole ed istruttivo, costellato da una serie di bei disegni di Paperone, Macchia Nera e compagnia bella. Con un fantastico azzardo: Gambadilegno che -ahr ahr ahr- immagina di impiccare uno smilzo Topolino. Il sogno di una vita.

Teardrop

Il prossimo incontro, sabato 5 febbraio, h.15: Franco Origone "La satira nel fumetto", Sala Conferenze Biblioteca De Amicis.
Per informazioni: Biblioteca Internazionale per ragazzi "E.De Amicis", Magazzini del Cotone - Porto Antico Tel. 010252237
 
 
 
 
 
 
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