L'obiettivo che si propone da sempre qualunque religione (unificare sotto di sé tutto il genere umano) è stato raggiunto da un gioco: il calcio. Come dice
Paolo Brera, figlio del grande Gianni, gli ultimi campionati del mondo sono stati seguiti da quattro miliardi di persone, praticamente ovunque arrivasse un filo elettrico per attaccare la tv.
C'è poco da fare gli altezzosi: sempre sport/gioco è, ma molto particolare. Dire football significa tirare in ballo una simbologia sterminata, materie come sociologia e antropologia, persino la più comprensiva e totalizzante Cultura. Per evidenziare tutti questi aspetti è stata pensata la mostra
Pallamondo - Football Storie Fantasia, l'ultima di
Genova 2004, curata
Riccardo Grozio e
Renzo Parodi, che ha inaugurato
mercoledì 22 dicembre a
Palazzo San Giorgio.
Il documento dei documenti
L'inaugurazione ha coinciso con il lieto fine di una storia iniziata vent'anni fa. A quel tempo Riccardo Grozio, oggi direttore del
Museo Ligure dello Sport e amicissimo di
mentelocale.it, era alla ricerca del primo libro mastro del Genoa CFC: il quaderno dove venne appuntata la contabilità della società dal settembre 1893 al settembre 1909. Il documento, di gradissima importanza storica oltre che sportiva, era in possesso di Gianni Brera. Ma Grozio non riuscì ad ottenerlo e col tempo se ne dimenticò. Quest'anno il figlio Paolo ha deciso di donare il libretto alla «legittima proprietaria: Genova». Così, mercoledì 22 dicembre, nel corso dell'inaugurazione c'è stata la consegna ufficiale al Museo dello Sport. Segni particolari: all'inizio era scritto in inglese, poi venne sostituito dall'italiano.
La mostra
Non si può fare un'esposizione "totale" (come il calcio olandese di un tempo) del football, non basterebbero tutti i musei del mondo. E poi chi avrebbe la pazienza di guardarla? Però, se si prendono alcuni oggetti, alcune fasi storiche fondamentali, alcuni aspetti simbolici e li si mette insieme per far vedere come il calcio non sia solo fuorigioco o moviole, allora viene fuori
Pallamondo.
Una serie di disegni dal sapore antico ripercorre le tappe principali del calcio, dall'Inghilterra all'Italia: gli albori, il Genoa, la nazionale di Pozzo, il Grande Torino, fino a Mantovani e Beckham. Poi le pubblicità che hanno sfruttato la forza e l'attrattiva del soccer. E qui ci sono alcune chicche dimenticate: una su tutte, uno spot della lavastoviglie Bosch che declama "Occhio ai preziosi!" mentre si vede un calciatore in barriera, con le mani sappiamo dove...
Renzo Parodi ha spulciato chilometri di pellicole delle
Teche Rai per montare i filmati proiettati a San Giorgio. «Un lavoro che spero non vada perso», dice Parodi, «vorrei finissero nel Museo, separato s'intende, di Genoa o Sampdoria». Garrone, presente alla "prima" della mostra, prende appunti.
Poteva mancare la storia del derby? No, cinquant'anni di scontri fra parenti (o meglio, fra "cugini") erano indispensabili. Ma la parte più innovativa e affascinante è quella degli oggetti. Qui si trova la maglia (vera!) di
Pelè accanto a quella di
Burnich, si trova quella dell'olandese
Neeskens accanto al libro
Homo ludens di Huizinga. C'è il motore dell'aereo che ha portato il grande Torino a morire sulla collina di Superga. Infine, prima ancora che nascesse il Genoa, in Scozia si giocava con il berrettino, come testimonia un modello di "primate" del calcio in una delle bacheche. Molti anni dopo, Agnelli volle disegnare personalmente la maglia della Juve, con i polsini (la fissa di famiglia). E poi coppe Campioni, altre maglie che i genovesi conoscono bene: Mita e Phonola gli sponsor. Oppure quelle che avevano solo lo scudetto sul cuore.
Tanti collezionisti, tanti musei hanno contribuito all'allestimento della mostra, compresa l'italianissima Pasqualin Collection, la più grande collezione di oggetti di calcio del mondo.
Nel finale un'altra news:
Gianni Brera aveva scritto una
Storia del Genoa, che verrà ristampata da De Ferarri & Devega nel prossimo mese di maggio, «nello stesso periodo in cui il Grifone, si spera, farà il salto di qualità», dice il figlio Paolo.
Avete tempo fino al 22 gennaio. Accorrete.
Nella foto: Paolo Brera, Luca Borzani e Riccardo Grozio: la consegna del primo libro mastro del Genoa al Museo Ligure dello Sport