Sayonara, 2004. Dopo l'anno della cultura, arriva il triennio del Giappone: Genova si prepara infatti a festeggiare il rinnovo del Museo Chiossone, trasformando i tre anni che ci separano dall'evento in tante occasioni per conoscere la storia, l'arte e la cultura del paese del Sol Levante.
Come? Con una super-mostra all'anno e tanti eventi collaterali.
Il centro dell'operazione è per l'appunto la ristrutturazione e l'adeguamento del museo, progettato ormai cinquant'anni fa e non più in grado di valorizzare al meglio la ricchissima collezione civica: oltre 15mila pezzi raccolti in Giappone da Edoardo Chiossone alla fine dell'800, talmente rari e preziosi da fare di Genova un punto di riferimento obbligato per gli stessi studiosi dagli occhi a mandorla.
Sarà compito di Gae Aulenti mettere mano alla bella struttura di Mario Labò, con l'obiettivo di restituire ai genovesi un museo che garantisca il massimo della fruibilità alle opere (molte delle quali su carta e quindi con particolari necessità di conservazione).
Non sarà una passeggiata: il Chiossone dovrà restare nei lavori fino al 2007. Ma Genova poteva lasciare ammuffire i suoi tesori orientali? No. E allora ecco l'idea del triennio giapponese.
Ogni anno, dal 2005 al 2007, Palazzo Ducale ospiterà una sorta di "mese del Giappone", in aprile o maggio, che avrà come evento trainante una super-mostra basata soprattutto (ma non solo) sulle collezioni del museo chiuso. Il curatore scientifico di tutta l'operazione - compreso il rinnovo del Chiossone - è , il più grande esperto italiano di arte giapponese, già curatore di mostre di successo come "Hokusai" e "Hukiyoe".
L'evento del 2005 è ancora in cantiere, ma sappiamo già darvi alcune indicazioni sull'angolazione con cui sarà inquadrato il Giappone.
Attraverso la figura di Edoardo Chiossone - inviato dal governo italiano nel primo "contatto diplomatico" ufficiale del neonato stato unitario - uno sguardo sarà riservato all'Italia di fine ottocento, che per la prima volta si guarda fuori e si apre al mondo in maniera istituzionale. Emerge dunque il filo conduttore della trasformazione: un tema adeguato a Genova, «la città che più si è trasformata in Italia nel Novecento», secondo Maria Perosino di Codice (la società incaricata di coordinare il progetto): «in ciò il parallelo fra Genova e il Giappone è perfettamente calzante».
Si arriva così al secondo tema, dedicato allo scambio del presente, all'oggi che guarda allo ieri e allo ieri che guarda all'oggi.
Una mostra analizzerà cinquant'anni di grafica giapponese attraverso 500/600 manifesti, un pezzo di storia dove non dovremo stupirci di trovare echi del gusto italiano: Giappone e Italia sono infatti accomunati nella produzione di grafica di alto livello.
Un ulteriore appuntamento (in agosto) è dedicato al 70° anniversario della bomba di Hiroshima, occasione per approfondire il tema della memoria per un evento traumatico che ha segnato indelebilmente la storia del Giappone contemporaneo e del mondo intero.
Il "mese del Giappone" sarà inoltre largamente condito con numerosi eventi collaterali: dai più "classici" (cinema, teatro, incontri) ai più "alternativi" (gastronomia, moda, arti marziali e persino una sala giochi / kindergarten). «Vorremmo evidenziare non solo la cultura storica ma anche L'art de vivre contemporanea, dando uno sguardo d'insieme ad un paese lontano ma con fortissimi legami con l'Italia di oggi», conclude Maria Perosino.