Leggi tutte le puntate di Incubi Quotidiani di Marco Lagazzi su mentelocale.it
Questo è l'ultimo pezzo della rubrica "Incubi quotidiani".
Due anni e mezzo fa scrivevo solamente
perizie e testi scientifici e, come tanti, avevo nel cassetto il sogno irrealizzato di scrivere davvero. Poi, una sera, Laura Guglielmi mi ha detto "Se ti va di farlo, perché non lo fai?". Così è iniziata questa rubrica.
Mentelocale mi ha ospitato per tutto questo tempo e, grazie a Laura ed ai suoi puntuali e affettuosi consigli, ho imparato a sintetizzare i miei deliri in 2500 caratteri settimanali. Ho poi pubblicato un libro, sono co-autore di un altro che sta vendendo alla grande, altri arriveranno.
Mentelocale mi ha dato lo spazio e la fiducia per realizzare un sogno.
Grazie, quindi, ai lettori che hanno seguito la rubrica, a Laura "la Capa" e ai ragazzi della Redazione che ogni sabato, per due anni e mezzo, hanno messo in Rete i racconti.
Grazie di cuore a tutti.
Gli "Incubi" avrebbero potuto proseguire ancora a lungo, perché il dark side della nostra anima e dell'orrore standard in cui viviamo è infinito. Ma, anche se ci sono ancora molte storie da raccontare, non avevo più voglia di scriverle. Oggi il noir è diventato una
libidine collettiva, in pacchi di libri nei quali la disperata eleganza malata di Ellroy o la stralunata acidità di Lansdale sono sostituiti dalla compulsiva esibizione di particolari splatter, in una specie di
pornografia del massacro. Ma chi, per lavoro, vede queste cose tutti i giorni, sa che non c'è niente di estetico o divertente in una vecchietta picchiata da un tossico o in una donna stuprata dal branco. La vittima e il carnefice non sono le maschere di Tarantino ma esseri umani, uniti da un'ordalia di sangue che porta solamente dolore. Sono volti, corpi e persone, soli come si può esserlo solamente quando si sta sdraiati su una tavola per autopsie.
Il noir racconta storie estreme, ma sono storie di perdenti che parlano alla mente e al cuore. Di fronte a tanti noir confezionati industrialmente e surgelati come una pietanza da scaldare in padella, la sola risposta corretta è quindi il silenzio. Ancora noir?
No, grazie, abbiamo già dato.
Così mi sono presentato strisciando dalla "Capa", ne abbiamo parlato a lungo e sabato prossimo inizierà una nuova rubrica che, come nel racconto cyberpunk "Il Continuum di Gernsback", farà
tuffi voluttuosi nell'orrore sottoculturale e nel trash più spinto, rischiarati dagli sprazzi stroboscopici di intelligenze alternative.
Da sabato questo spazio si chiamerà
ZONA MARGINALE.
Ancora grazie a tutti quelli che hanno tollerato gli "Incubi" e ci rivedremo tra una settimana, ai margini di vita, universo e tutto quanto.