Ormai assieme a
l'Incanto della Scienza di Felice Frenkel e alla
Biodiversità è l'unica mostra del Festival della Scienza ancora visibile. Ma, tra tutte quelle della passata edizione, è senz'altro una delle più originali; una panoramica, realizzata dagli spagnoli di Villamonte Editores, su uno degli aspetti meno conosciuti della personalità di
Leonardo Da Vinci. Si parla infatti dell'interesse per il mondo della musica del celebre scienziato che, tra l'altro, fu anche in grado di inventare una serie di strumenti, molto originali, i cui modelli sono visibili in questa esposizione.
Ma prima di accedere al cuore della mostra il pubblico attraversa uno spazio, tra pannelli e luci d'atmosfera (vedi foto sotto), dove ammirare i facsimile dei Codici di Madrid, contenenti un
ampio campionario del pensiero del grande genio, dagli studi sul movimento delle onde a quelli sul volo degli uccelli. L'allestimento è molto suggestivo ma è difficile che qualcuno si fermi troppo ad osservare. Tutti corrono verso la parte interattiva, e la mia guida, Valentina, me lo conferma.
Nella grande sala centrale una ventina di
strumenti, costruiti sulla base dei disegni di Leonardo sono solennemente esposti sui piedistalli illuminati: la Viola organista, l'Organo dai tubi di carta, la Lira da braccio a teschio di cavallo, le cornamuse, i flauti, le campane e i sonagli. Tutti gli oggetti, studiati e ricostruiti, tra gli altri, da Akio Obuchi, Joaquín Lois e Simone Vignato, sono perfettamente funzionanti e alcuni di questi sono stati utilizzati per il concerto
La musica ai tempi di Leonardo, tenutosi nei giorni del Festival. Sotto la supervisione della guida, è anche possibile accennare qualche nota.
Una delle cose più curiose della mostra è la seziona didattica: «nel periodo di maggiore affluenza del festival ha riscosso un grande successo» mi dice sempre Valentina. Ci sono gong, percussioni, xilofoni e altri strumenti, adatti ad illustrare al meglio i principi della diffusione del suono. «Qui le scuole si sono date alla pazza gioia con percussioni e strumenti a corda. I ragazzi facevano a gara a chi faceva più rumore». L'idea alla base di questa sezione non è fare un concerto, quanto piuttosto dare al visitatore la possibilità di comprendere meglio l'universo musicale e i suoi meccanismi. Infatti si parla di timbro, note, differenti sonorità a seconda della variazione di alcuni parametri dello strumento. Ed è tutto sperimentabile in prima persona.
Nell'ultima sala, su un grandissimo schermo, è proiettato continuamente un video con immagini rilassanti alle quali ognuno può dare una sua interpretazione. Davvero troppo complesso e soggettivo passarle in rassegna.
Alla mostra si accede con un biglietto cumulativo (Intero 5 Eu, ridotto 4 Eu, scuole 3.5 Eu. Sconto di 0.50 Eu acquistando un biglietto della Città dei Bambini e dell'Acquario) che garantisce la vista anche alla mostra di Felice Frenkel, (l'Incanto della Scienza) nella sala a fianco.
Leonardo e la Musica rimarrà aperta
fino al 31 dicembre (anche se sembra probabile una proroga di qualche settimana), dal martedì alla domenica ore 10-18, presso i
Magazzini del Cotone - modulo 2, III piano; Area Porto Antico.
Foto sopra: la sala con gli strumenti musicali, alcuni dei quali davvero curiosi
Sotto: i pannelli con i lavori di Leonardo in una suggestiva disposizione