I politici hanno un ruolo pubblico, come molti altri personaggi della tv, vips, attori, presentatori, divi di ogni sorta e genere. I ragazzi, ma non solo, li vedono e li imitano o vorrebbero imitarli. Su questo non ci piove. Javier Gomà Lanzon, direttore generale della Fondazione Juan March, è andato ben oltre questo semplice concetto di senso comune: nel suo libro Il politico esemplare. Alla ricerca dell'eccellenza perduta ha sviluppato una vera e propria teoria dell'esempio, che ha illustrato in occasione dell'incontro organizzato dal Centro Culturale Europeo, lunedì 8 novembre presso la Sede della . Lo studioso è stato intervistato da Franco Manzitti.
«Quella dell'esempio - anche se pochissimo studiata - è una categoria fondamentale del pensiero politico occidentale», dice Gomà Lanzon. L'esemplarità era tipica degli eroi omerici, dei sette saggi e di molte altre figure antiche. Con la creazione di apparati legislativi, la sua influenza è dimuinita. Ma solo nel diciottesimo secolo il concetto è scomparso completamente dalla riflessione politica e filosofica. Perché? «Il pensiero moderno si basa sul concetto di individuo razionale e singolo»: questo secondo Gomà Lanzon ha fatto perdere di vista alcuni fenomeni assolutamente evidenti, come quello che tutti noi siamo in una rete di modelli: chiunque ci circondi è un modello per noi, e noi lo siamo per gli altri. Questo è vero per un bambino nei confronti dei genitori, ma è altrettanto vero per gli adulti in ogni età. Tanto che il relatore dice: «persino quando siamo originali imitiamo qualcuno che lo è stato in passato».
Secondo Gomà, la teoria dell'imitazione porta direttamente a quella dell'esempio. Tutte le nostre conoscenze dipendono molto di più da esempi concreti che abbiamo seguito, che da concetti: «altrimenti per imparare basterebbe un dizionario». Questo è vero per la scienza, ma soprattutto per la morale. «L'esempio è fonte razionale di moralità», dice Goma, «e sta soprattutto nella coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa». Secondo lo studioso spagnolo, gli esempi di fronte ai quali ci troviamo ci assolvono o ci condannano: possiamo scegliere di seguirli oppure no: è a nostra discrezione e responsabilità. Il problema non è se siamo influenzati o no. Quello è fuori da ogni dubbio. Piuttosto, è difficile scegliere l'esempio giusto.
E i politici? Beh, loro sono l'"esempio" per eccellenza. Sono fonte di diritto perché fanno le leggi, ma anche di moralità. In un articolo pubblicato di recente su El Pais, Gomà scrive che: «l'unica cosa veramente importante dei politici è la loro vita privata». L'idea alla base è che il proliferare delle leggi sia lo specchio dell'immoralità politica. Al contrario, non ce ne sarebbe bisogno. «Il primo dovere della politica dovrebbe essere quello di costituire un'assemblea virtuosa, che funzioni da stimolo per tutti i cittadini», conclude. Di fronte alla perplessità che in un mondo interculturale ci possa essere un solo esempio valido, risponde che non deve essere per forza così: «ci può anche essere un pluralismo dei modelli».
Di recente è stato fatto un sondaggio tra ragazzi molto giovani. Dovevano rispondere alla domanda: "Perché imitare i divi della tv?". Hanno risposto più o meno così: «Noi siamo tutti uguali, sono loro gli eroi. Per questo cerchiamo di imitarli». Beh, secondo Lanzon hanno sbagliato qualcosa. Esempi ce ne sono finché volete, ma dovete trovare quello giusto...e poi, scusate, Achille è una cosa, Costantino Vitagliano è decisamente un'altra.
Nella foto: da sinistra, Franco Manzitti, Javier Gomà Lanzon e Julio Mesanza