Si avvia verso la conclusione la quarta edizione del ciclo
Laicizzazione delle Muse, organizzato dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Un pubblico numeroso e attento ha seguito tutti gli appuntamenti di
Fuori Quadro, forum interamente dedicato alla riflessione sull'arte contemporanea.
Nella penultima giornata di lavori,
venerdì 22 ottobre - ore
15.30 - a
Santa Maria di Castello, ci si addentra nei meandri della mente, in occasione dell'incontro dal titolo: Visione e comprensione. Le neuroscienze a confronto con l'arte contemporanea.
Sono coinvolti nel dibattito alcuni tra i maggiori esperti di comunicazione, psicologia e fisiologia:
Antonio Caronia,
Mauro Mancia,
Lucia Pizzo Russo,
Ben Vautier.
Coordina
Fabio Benfenati.
Il senso estetico, il gusto, la creatività, il genio: da dove nascono? Infinite chiavi di lettura hanno interpretato questi concetti in passato. Nell'era della tecnologia e del progresso scientifico, l'ultima frontiera della ricerca è il cervello. Le neuroscienze studiano i più intimi meccanismi della nostra mente, gran parte dei quali rimangono ancora oggi misteriosi, e cercano di "trovare" i luoghi in cui hanno origine azioni e fenomeni evidenti, come la scrittura e il linguaggio. La discussione affronterà il tema del rapporto tra mente e arte, andando a spiegare l'attività cerebrale alla base della creatività e dell'esperienza artistica dell'uomo.
Antonio Caronia, nato a Genova, è uno degli studiosi più originali e attenti dei fenomeni che riguardano l'impatto sociale e culturale delle nuove tecnologie. Docente di Comunicazione all'Accademia di Brera, è studioso di scienze, tecnologia, letteratura e comunicazioni e svolge un'intensa attività di traduttore e divulgatore di testi e romanzi stranieri.
Mauro Mancia è direttore dell'Istituto di Fisiologia Umana II dell'Università degli Studi di Milano e membro didatta della Società Psicoanalitica Italiana.
Lucia Pizzo Russo insegna Psicologia delle Arti presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo.
Ben Vautier, artista autodidatta, è affascinato da tutto ciò che nell'arte rappresenta la novità, lo shock rispetto a quanto già esiste. Verso la fine degli anni cinquanta ha definito i criteri che rendono valida un'opera d'arte: la novità e l'esaltazione-affermazione dell'ego.