Segui tutti gli appuntamenti di Fuori QuadroTornano le Muse, alla faccia di chi pensava che fossero scappate dal pianeta alla ricerca di migliori condizioni di vita. Con
Fuoriquadro, forum dedicato all'arte contemporanea, si chiude infatti il progetto quadriennale della Fondazione Carige che ha portato a Genova i grandi nomi del teatro, della letteratura e della musica. Un ciclo, dice il presidente Lorenzelli, «nato per preparare la città al 2004, e che ha toccato alcuni settori nei quali Genova ha rappresentato o rappresenta tuttora un punto significativo nella cultura europea del Novecento».
Dal 18 al 23 ottobre tocca all'arte: si alterneranno al microfono artisti, critici, curatori del calibro di
Vanessa Beecroft, Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva, Ben Vautier o Luciano Fabro.
Una settimana di incontri come al solito golosa e di altissimo livello. Tanto per dire, ha ottenuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio della Commissione Europea.
Insomma, la Fondazione ha fatto le cose in grande. E
Lorenzelli conferma, annunciando il (preannunciato) dietrofront: «ogni anno eroghiamo circa 70 miliardi di vecchie lire. Fino ad oggi arte e cultura hanno assorbito la fetta più grossa, il 2004 ha visto un evidente sbilancio verso questo settore, per cui in futuro dovremo operare un ribilanciamento». Largo dunque alla solidarietà, alla ricerca e al sociale. Ma questo domani, oggi si parla d'arte.
A
Rita Testa, responsabile delle attività culturali della Fondazione, il compito di commentare il programma. «Più che chiudere in bellezza, chiuderemo
con la bellezza... non c'è che dire!», esordisce sorridendo.
Si comincia lunedì 18 (ore 15, Palazzo della Borsa) entrando subito nel merito: arte e realtà coincidono? Ne parleranno la
Beecroft, Rotella, Berengo Gardin e lo scultore Pino Spagnulo, moderati da Vittorio Fagone - direttore della Fondazione Ragghianti.
Martedì 19 doppio appuntamento. Alle 10 al Palazzo della Borsa si parla di economia: Bruno Corà orchestra un parterre che vede ospiti
Philip Rylands (direttore del Guggenheim di Venezia), Giorgio Teglio, Luigi Paganetto e Gianfranco Imperatori.
Nel pomeriggio (ore 17, sempre alla Borsa) si discute della
Metamorfosi del gusto con
Bonito Oliva, Dorfles, Sergio Bracco, Rosita e Ottavio Missoni (nel ruolo di Rosita e Ottavio Missoni). Coordina il semiologo
Ugo Volli.
Mercoledì 20 all'Accademia Ligustica, ore 17, l'incontro sul restauro e la conservazione con Giorgio Conti, il restauratore Martino Oberto, Marco Dezzi Bardeschi e Giovanna Scicolone. Coordina
Caterina Bon Valsassina, direttrice dell'ICR di Roma.
Il giorno seguente (ore 17, Fondazione)
Philippe Daverio, Carlo Bertelli, Alberto Abruzzese e Fausto de Lorenzo (direttore della Fondazione Beyeler) intavoleranno una tavola rotonda sull'informazione artistica.
Venerdì 22, in attesa del gran finale, si chiude alle 15.30 in Santa Maria di Castello con un
approfondimento sulle neuroscienze: partecipano Antonio Caronia, Mauro Mancia, Lucia Pizzo Russo e Costantino Gilardi. Ospite d'onore
Ben Vautier.
Infine sabato alle 16.30 presso la Sala Nuova della Giunta di Palazzo Tursi, dibattito finale sull'intero ciclo, che vedrà partecipare
Luciano Fabro, il violinista Ivry Gitlis, Niccolò Ammaniti, il direttore del Piccolo Teatro
Sergio Escobar, ed il filosofo Remo Bodei.
Anche per questa manifestazione la Fondazione riserva un occhio di riguardo ai giovani. Dopo libri e CD, quest'anno l'intervento della Fondazione si traduce in un "Artistario" curato da Ferruccio Giromini, che in 200 schede svelte e chiare condensa la storia dell'arte del Novecento, dalle avanguardie storiche a Cattelan. Sarà distribuito in diecimila copie ai liceali dell'ultimo biennio.
Mimmo Rotella interviene via telefono: cosa ne pensa di Genova 2004? «Bellissima». E di Fuoriquadro? «Mi sembra una buona occasione, l'arte va di pari passo con gli altri linguaggi». Cosa dirà lunedì? «Non lo so ancora. L'arte va di pari passo con gli altri linguaggi». ... «...». Il maestro ha 86 anni e forse l'intervista telefonica non è il mezzo di comunicazione migliore.
Conclude Giorgio Teglio, nel ruolo di mosca bianca. È infatti l'attuale presidente degli Amici dei Musei, ma - orrore - lungi dal collezionare Rubens è un fine conoscitore di arte contemporanea. «L'arte dell'oggi è molto più semplice di quella antica», puntualizza, «non richiede conoscenze di mitologia o storia della chiesa. Chiunque dovrebbe essere in grado di comprenderla, perché è appunto frutto del contemporaneo. Come noi».
Nelle foto: in alto Vanessa Beecroft poco dopo la performance del 2001; in basso Mimmo Rotella in azione