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Ragazzi, ho provato a spizzicare qua e là cenni biografici su Moana Pozzi. Sì, perché il 17 settembre sono dieci anni che è morta, rimanendo un'icona intramontabile nei sogni dei maschi italiani, e diventando protagonista di leggende che si erano meritati solo Jimi Hendrix, Jim Morrison, Elvis e pochi altri, e cioè che sia ancora viva e vegeta in qualche atollo polinesiano. Atollo che le avrebbe dato anche il nome. Moana, infatti, non deriva dal verbo inglese to moan (gemere) - come alcuni hanno ipotizzato - è un nome polinesiano, che significa "il punto dove il mare è più profondo".
Sapevo che era nata a Lerma, un paesino di provincia dove mio zio andava a fare il mercato. Queste sono le uniche due cose che so su Lerma. Poi è arrivata a Genova: elementari alle Orsoline, liceo scientifico e... quando ha diciotto anni parte. Va a Roma. Arriva alla televisione molto presto (non chiedetevi come...) e riesce addirittura recitare in Borotalco di Verdone e in Ginger e Fred di Fellini. Ma nel 1986 un certo Riccardo Schicchi le dice: «Vieni con me che facciamo miracoli». Et voilà. Da Fellini a Mandingo senza passare dal via. Eppure solo di fronte a Moana si può pensare che questa svolta sia una scelta precisa, fatta in piena coscienza.
Su di lei è stato detto tutto, ma mi sembra di aver capito che un buon sunto potrebbe essere questo: lei è stata l'unica ad usare il proprio corpo come un mezzo senza rimanere ghettizzata nella categoria "pornostar". Ha scritto anche un libro (introvabile perché pare che racconti di personaggi molto, molto importanti), su cui ha annotato impietose pagelle. Per la cronaca, il calciatore romanista Falcao pare avesse un tre, al massimo un tre al quattro. Vabbè, ma lui tirava le punizioni. Mica si può avere tutto dalla vita...
Il padre ingegnere nucleare e la madre casalinga non sono riusciti fermare la sua esuberanza che, per la loro gioia, si è portata dietro anche la sorella Baby Pozzi, mai giunta ai suoi livelli. Mamma e papà le hanno tolto il saluto per un po'. Poi, quando hanno capito che a forza di Mandinghi la loro figliola stava facendo i miliardi, l'hanno perdonata. Peccato che lei si è anche sposata. Così sono ancora nelle beghe per l'eredità.
Anche la sua morte ha stupito tutti. Mentre il mondo si aspettava che il male del secolo - l'Aids - si prendesse anche lei come era accaduto ad altri del mondo hard, Moana tolse il disturbo a causa del suo fegato. A trentatrè anni, in silenzio, senza clamore, timidamente, come sempre quando scendeva dal palco o si spegnevano le luci del set. Ha lasciato un vuoto mai più riempito dalle sue colleghe. Tutti la rimpiangono, tranne Falcao, che è ancora incazzato...
Nella foto: Moana Pozzi
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