Puntuale come un orologio svizzero, torna la
Gog. La
Giovine Orchestra Genovese. C'ha 93 anni, ma ne dimostra molti meno.
L'entusiamo di
Pietro Borgonovo - il direttore artistico - ne è la prova. «Io punterei l'attenzione sui nomi che abbiamo quest'anno. Sono dei fenomeni, roba da far invidia a Londra». Eppure i tempi non sono certo clementi.
Durante la conferenza stampa si finisce per parlare di congiunture e di crisi economica (e politica) internazionale, del fatto che i soldi sono sempre meno, che i finanziamenti pubblici probabilmente verranno decurtati e che la battaglia ormai si gioca sugli sponsor privati e sul convincimento dei cittadini a fare un abbonamento a teatro piuttosto che uno in piscina, perché i soldi per tutti e due non ci sono. Sono tempi duri per tutti.
Eppure il cartellone ispirerebbe un immediato ottimismo, come auspica
Nicola Costa: «di fronte alla sfida del 2005 bisogna creare un'atmosfera di ottimismo, altrimenti anche gli investimenti (oltre al buon umore n.d.r.) scappano». «I nomi - ritorna Borgonovo - sono quanto di meglio ci si possa aspettare oggi dalla musica e vi assicuro che non è facile. Molti di questi artisti tagliano tantissime date, cambiano programma all'ultimo minuto. Insomma, è una battaglia continua».
Il
programma parte con il violinista
Vengerov (11 ottobre) e termina il 30 maggio con un altro violinista,
Kavakos. Alcuni tornano per il terzo anno consecutivo a Genova, come il pianista
Sokolov (22 novembre), «che l'anno scorso ha ricevuto un'ovazione da stadio», ma tanti arriveranno per la prima volta e sono molto giovani, come il violoncellista
Jian Wang (21 febbraio). E poi ci sono
Kremer (il 7 febbraio),
Pollini (il 14 marzo),
Ludovico Einaudi (il 31 gennaio).
I nostri della GOG hanno scoperto che tutte le iniziative simili, anche di livello internazionale, hanno meno della metà dei posti. Si parla dei duemila posti del
Carlo Felice contro gli ottocento delle altre sale. Quindi, niente paura se c'è qualche poltrona vuota. Anche se la sala fosse vuota per metà, sarebbe comunque un successo. «Ma quest'anno», incalza Borgonovo, «contiamo di riempirla almeno per due terzi della stagione». Il cartellone sembra avere le carte in regola per farlo.
Nonostante i problemi finanziari e i cachet da vertigine dei musicisti, la
Gog ha scelto una politica dei prezzi molto vicina ai giovani. Gli under 30 (nati dopo il primo gennaio 1974) pagheranno l'abbonamento all'intera stagione appena 100 Eu. Per quasi trenta concerti, non è male...
I ragazzi che frequentano il Conservatorio pagano addirittura 30 Eu (come l'abbonamento del bus per un mese). Per chi non è pianista e nemmeno giovane, gli abbonamenti vanno dai 210 ai 370 Eu.