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L'alba era arrivata ma la luce elettrica no. Niente ascensori, difficoltà nelle comunicazioni telefonica ma soprattutto niente aria condizionata o ventilatori. Una splendida mattina di sole. Le copie dei giornali esaurite. Niente lavoro, niente traffico, tutto chiuso. Mi aggiravo per le strade di
Manhattan e il clima era apocalittico. Sembrava che una forza misteriosa avesse spogliato la città dei suoi abitanti. Alla radio continuava a passare il messaggio di bere molto per combattere la disidratazione e restare vicino a casa.
Verso l'ora di pranzo cominciavano a vedersi i primi segni d'impazienza nelle persone. L'euforia della sera prima si era a poco a poco spenta. La stanchezza per la notte quasi insonne, il caldo che si faceva insopportabile, la difficoltà di trovare bevande fresche, innervosiva.
Abbiamo organizzato un pic-nic in
Tompkins Square Park, proprio vicino a casa mia e il resto del pomeriggio l'ho passato a dormire all'ombra degli alberi. Mi sarebbe piaciuto andare a scorazzare in Central Park ma era decisamente troppo lontano senza la metro. Ciascuno si è goduto il proprio quartiere.
Nel tardo pomeriggio in molti hanno cominciato a pregustare un'altra nottata d'anarchia. In molti hanno sperato che la luce si facesse ancora attendere. E invece no. Al tramonto, dal tetto, abbiamo visto riaccendersi a poco a poco vie e palazzi. Uptown è stata la prima ad avere energia. Noi, da Downtown, vedevamo la luce scendere, strada dopo strada. Per un po' l'East Villane è rimasto isolato.
In poche ore tutto è tornato alla normalità. Affacciata alla balaustra guardavo l'ave A dall'alto con la mia coinquilina newyorkese.
«Non è incredibile questa città? È così piena d'umanità, così palpitante», mi diceva lei.
Noi, più vicine al cielo, osservavamo tutto questo ribollire che si stendeva sotto i nostri occhi, le luci, i rumori.
Raramente nella vita mi sono sentita così piena e così vuota allo stesso tempo, eccitata e smarrita, sola e anonima in tutta questa moltitudine e varietà meravigliose di cose e persone.
Nella foto: New York City