Verso mezzogiorno telefono a
Dario Vergassola per intervistarlo e lo becco al mare, a Manarola, come tutti gli spezzini che si rispettino (se gli togli la spiaggia, li ammazzi). Parliamo del nuovo libro che presenta domani, martedì 15 giugno alla Fnac, alle 18.00:
Calciatori e Veline. Si lamenta del tempo, sta quasi per piovere.
Cosa mi dice del suo nuovo libro? Non più solo donne, anche interviste a uomini adesso.
«Grazie del lei. Sono rimasto anche stupito quando ho sentito che il vostro giornale si occupa di cultura: intervistate me? Per rispondere alla domanda, non è un gran cambiamento: i calciatori sono veline senza tette. Stanno in coppia perché fanno la stessa vita: in giro per i locali di Milano, guadagnando un sacco di soldi».
Vuole essere una polemica?
«No, per carità, non bisogna esser invidiosi di chi è fortunato».
C'è qualche personaggio con cui ti sei divertito di più?
«Ma, tanti. Buffon è stato carino. Totti appena mi vede scappa. Poi c'è stato Lippi, Collina e altri. Alcuni sono molto simpatici ma poco ragionanti: non capiscono le domande».
Che rapporto c'è tra la tua comicità e la tua identità ligure e spezzina in particolare? Io sono di Spezia: ci fai sempre passare per sfigati!
«Ma no, è solo che in una città come la nostra si finisce per diventare cattivelli ed autoironici, in mancanza di altro. A Spezia non c'è mai niente da fare. La sera è sempre tutto chiuso, ma tu lo saprai meglio di me. Bisogna pur inventarsi qualcosa».
Hai lavorato con molti comici genovesi. Pensi ci sia una via ligure alla comicità?
«A partire dai cantautori genovesi o con attori come Paolo Villaggio, i liguri hanno sempre avuto spazi importanti in televisione. A
Bulldozer e
Colorado Caffè c'è una forte presenza della scuola genovese. Si pensi a
Valleluja, ai
Cavalli Marci. Poi c'è una sottofascia di comici non ancora nota ma che uscirà: le nuove leve sono molto valide. Sarà che qui c'è poca voglia di lavorare, che siamo tutti mossi dal desiderio di guadagnar tanto senza far niente!».
Qualche battuta sulle elezioni?
«Sono stato sveglio fino alle cinque di mattina. I risultati cambiavano continuamente. Tutti stavano lì a discutere sul mezzo punto in più, il mezzo punto in meno e nessuno ha affrontato il problema principale: Berlusconi ha perso terreno e ora gli tocca tener a bada gli alleati».
E gli europei di calcio? Oggi gioca l'Italia.
«Non li seguo. Magari se qui a Manarola se ne vanno tutti al bar a vedere la partita ci vado anch'io. Così, per fare qualcosa in gruppo. Voglio dire, se mi propongono di andare a Beverino a lavare la macchina ci vado, è la stessa cosa».
Progetti per il futuro?
«Sta per partire un programma su Radio 2,
Psicofaro, che andrà in onda tutte le domeniche dalle 10.30 alle 12.00. Sono 12 puntate in diretta. Poi a ottobre dovrei fare un programma con la Dandini su Raitrè. A luglio iniziano le riprese della quarta edizione di
Carabinieri e a ottobre riparte
Dieci, il mio programma su Sky. E poi... Basta, direi che per un ex arsenalotto non è niente male, cosa dici?».
Nella foto: Dario Vergassola