Può un’impresa produrre valore senza avere come unico fine il profitto?
Laura Curino e Lucilla Giagnoni raccontano Adriano Olivetti e il progetto di un’industria dal volto
umano.
Una storia di lavoro, cultura, tecnologia e responsabilità sociale che continua a interrogare il presente.
Si può essere capitalisti e rivoluzionari? Può l’industria darsi fini che non siano soltanto il profitto?
Adriano Olivetti. Il sogno possibile parte dalle domande che hanno accompagnato l’esperienza di uno
dei protagonisti più visionari dell’impresa italiana.
Laura Curino e Lucilla Giagnoni raccontano Adriano Olivetti e, attraverso di lui, le molte persone che
contribuirono a costruire a Ivrea un’esperienza unica di lavoro, arte, cultura, innovazione sociale e
urbanistica. Un progetto nel quale economia, tecnologia, filosofia, scienze sociali e arte entrarono in
relazione, trasformando la città in un laboratorio di sperimentazione osservato a livello internazionale.
Scritto da Laura Curino e Gabriele Vacis, lo spettacolo riporta al centro l’idea olivettiana di un’industria
dal volto umano e di un’economia capace di generare progresso anche sociale e intellettuale.
Non soltanto memoria, quindi, ma una domanda rivolta al presente: quali energie di quell’esperienza
possono ancora essere riattivate per immaginare nuovi modelli di impresa, comunità e futuro?