La voce diventa strumento, ritmo e materia sonora.
Michael Mayo attraversa jazz, neo-soul e R&B con una libertà espressiva sorprendente.
Fly racconta leggerezza, istinto e desiderio di esplorare.
Vocalist, compositore, songwriter e arrangiatore, Michael Mayo è una delle voci più originali della
nuova scena jazz internazionale. Con Fly, il suo secondo album, porta avanti una ricerca nella quale
la voce diventa uno strumento totale: canto, armonizzazioni stratificate, beatboxing, percussione
vocale e improvvisazione convivono in un universo sonoro tra jazz, neo-soul e R&B.
Formatosi al New England Conservatory e al Thelonious Monk Institute of Jazz, Mayo ha collaborato
e condiviso il palco con importanti protagonisti della scena internazionale, tra cui il suo mentore Herbie
Hancock.
Fly alterna composizioni originali e riletture di standard, da Four di Miles Davis a Just Friends, fino a
Speak No Evil di Wayne Shorter. Al centro c’è l’idea di affidarsi all’istinto, cercando nella musica
libertà, leggerezza e immediatezza. Un concerto che mette in luce versatilità, tecnica e una
concezione contemporanea e sorprendente del jazz vocale.