Carnevale di Ivrea 2020: le date e il programma aspettando la Battaglia delle Arance - Torino

Carnevale di Ivrea 2020: le date e il programma aspettando la Battaglia delle Arance

Attualità Torino Lunedì 17 febbraio 2020

© Franco Marino

Torino - Aggiornamento di domenica 23 febbraio 2020: il Presidente della Regione Piemonte, insieme al Prefetto e all’Assessore alla Sanità, ha anticipato la preparazione, in collaborazione con il Ministero della Salute, di un’Ordinanza che sospende tutti gli eventi e le manifestazioni culturali, ludiche e sportive, all’aperto e al chiuso, che prevedono l’assembramento di persone per il rischio di diffusione del Corona virus.
In riferimento a ciò, il Comune di Ivrea emette una propria ordinanza che stabilisce la sospensione delle manifestazioni dello storico Carnevale di Ivrea a partire dalle ore 24 di domenica 23 febbraio. Ancora nella giornata di ieri, nel corso delle continue interlocuzioni del Sindaco con Prefettura e Regione, non era stata posta da parte dei suddetti enti la necessità di sospensione della manifestazione. L’evoluzione della situazione delle ultime ore ha reso necessario tale atto.

«È con profonda tristezza che la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea esprime la propria vicinanza e gratitudine a tutti i personaggi storici, alle componenti, agli aranceri, alla popolazione e a tutti coloro che a vario titolo contribuiscono con la loro passione e con grandi sforzi e sacrifici alla realizzazione di una manifestazione unica in tutto il mondo che, suo malgrado, si è trovata costretta a interrompere, ottemperando alle indicazioni del Comune, della Regione e del Ministero della Salute - si legge in un comunicato della manifestazione - In particolare la Fondazione desidera manifestare tutto il proprio calore e affetto nei confronti della Vezzosa Mugnaia, l’eroina della nostra festa che in questa eccezionale situazione ha pagato più di tutti un tributo altissimo. Chi in questi due giorni ha incrociato anche solo per pochi istanti il suo sorriso e i suoi occhi carichi di amore verso la città ha potuto cogliere la straordinaria forza e il coraggio di Paola. L’energia trasmessa durante l’uscita di sabato sera, la passione coinvolgente della sua prima uscita a piedi, ma soprattutto l’estrema dignità e la forza con cui nella giornata di domenica ha sfilato per la città, quando già circolavano voci su una chiusura anticipata della manifestazione, hanno permesso a tutto il popolo eporediese di ammirare le virtù di una donna che ha dimostrato di personificare in modo impeccabile la nostra Violetta».


Lo storico Carnevale di Ivrea sta per entrare nella sua settimana clou. Sono attesi infatti la serata di sabato 22 febbraio con la presentazione della Vezzosa Mugnaia dal balcone del Municipio in Piazza di Città alle ore 21 e i tre giorni successivi, domenica 23, lunedì 24 e martedì 25 febbraio: giorni in cui il Corteo Storico e la Battaglia delle Arance animeranno e coinvolgeranno tutta la città di Ivrea in una manifestazione ricca di storia, tradizione, spettacolo, emozioni e grandi ideali.

A riempire di colori e profumi la città di Ivrea ogni anno da domenica a Martedì Grasso è la spettacolare Battaglia delle Arance, momento di grande coinvolgimento e forte emozione, rievocazione della ribellione popolare (gli aranceri a piedi) alla tirannia (gli aranceri sui carri). Lo spirito dello Storico Carnevale vive infatti nella rievocazione di un episodio di liberazione dalla tirannide: un barone (storicamente riconosciuto nel Marchese di Monferrato) che affamava la Città venne scacciato grazie alla ribellione di Violetta, la figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo ius primae noctis e che, uccidendolo, accese la rivolta popolare.

La celeberrima Battaglia delle Arance rievoca proprio questa rivolta: il popolo è rappresentato da squadre
di aranceri a piedi che combattono – sprovvisti di qualsiasi protezione – contro i soldati del tiranno posti
su carri trainati da cavalli che indossano protezioni e maschere che ricordano le antiche armature. Tirare le arance ha dunque una valenza simbolica ma è pura goliardia: una stretta di mano, dopo un “testa a testa”, sancisce la pace. Una speciale commissione osserva, nei tre giorni di suo svolgimento, l’andamento della battaglia e assegna un premio alle squadre – sia a piedi sia ai carri da getto – che, per ardore, tecnica e lealtà, si sono maggiormente distinte.

La Battaglia è un concentrato di ardore e lealtà. Non è raro vedere avversari in battaglia darsi la mano in segno di rispetto, riconoscendo l’abilità e il coraggio altrui. Le 9 squadre occupano ognuna una zona fissa: gli Asso di Picche, la prima nata nel 1947, tira in Piazza di Città, che condivide con la Morte (1954). In piazza Ottinetti troviamo gli Scacchi (1964) e gli Scorpioni d’Arduino (1966), mentre I Tuchini del Borghetto (1964) sono i soli a tirare sulla riva destra della Dora Baltea.

In piazza del Rondolino combattono la Pantera Nera (1966), i Diavoli (1973) e i Mercenari (1974). Infine i
Credendari (1985) che tirano in piazza Freguglia. I carri da getto sono divisi in pariglie (2 cavalli) e tiri a quattro (4 cavalli) e si alternano all’interno delle piazze per pochi minuti. Non solo l’ardore in battaglia e la correttezza nel tiro, ma anche la qualità degli allestimenti e i finimenti dei cavalli sono elementi che concorrono a definire le classifiche finali. Tra i protagonisti vi sono anche i cavalli, da sempre oggetto di grande cura e rispetto in città: proprio a Ivrea, a luglio, ha luogo la Fiera di San Savino, la seconda rassegna equestre italiana.

Non solo Battaglia delle Arance. Il Carnevale eporediese si caratterizza per un complesso cerimoniale che attinge a diverse epoche storiche fino a culminare nel Corteo Storico. Vera protagonista è la Vezzosa Mugnaia, simbolo di libertà ed eroina della festa sin dalla sua apparizione nel 1858. Ad accompagnarla il Generale di origine napoleonica che guida il brillante Stato Maggiore e, a seguire, il Sostituto Gran Cancelliere, cerimoniere e rigido custode della tradizione, i giovanissimi Abbà, due per ognuno dei cinque rioni e il Podestà rappresentante del potere cittadino.

In segno di partecipazione alla festa, tutti i cittadini e i visitatori a partire dal Giovedì Grasso, su ordinanza
del Generale, scendono in strada indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza che
rappresenta l’adesione ideale alla rivolta e quindi l’aspirazione alla libertà, come fu per i protagonisti della
Rivoluzione Francese.

Le fagiolate rionali, la Prise du Drapeau, le Alzate degli Abbà, le zappate degli Scarli e la distribuzione di
polenta e merluzzo sono solo alcuni degli appuntamenti disseminati dal 6 gennaio fino alla chiusura del
Carnevale: momenti di unione e condivisione non solo per i protagonisti della manifestazione ma anche per tutti gli eporediesi e i turisti che vogliano avvicinarsi al Carnevale di Ivrea con tutti i suoi riti e le sue tradizioni.

Il programma completo è online sul sito dello storico Carnevale di Ivrea.

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