La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Polo del '900: foto e video - Torino

La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Polo del '900: foto e video

Attualità Torino Martedì 27 novembre 2018

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Torino - Dopo l’inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019 dell’Università, la visita a Torino del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è spostata in altri luoghi simbolici della città.

Il Capo dello Stato si è infatti recato al presso i Quartieri Militari Juvarriani di Torino, custodi dei patrimoni culturali degli enti del Polo del ‘900, prima a Palazzo San Daniele per una visita alla mostra sulle leggi razziali Che razza di Storia, allestita a piano terra e illustrata dal Direttore della Fondazione, Alessandro Bollo, e alla biblioteca. Successivamente è stato accompagnato presso Palazzo San Celso e al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.

Nel pomeriggio il Presidente si è trasferito all’Arsenale della Pace dove ha incontrato i giovani e i volontari del Sermig e il Presidente del Servizio Missionario Giovani, Ernesto Olivero. Questo un estratto da alcune risposte del Presidente seguite alle domande che i ragazzi gli hanno posto:

«Se dovessi descrivere come si fa a passare dalla guerra alla pace non troverei parole migliori che descrivere quello che qui è avvenuto. Questo è un luogo in cui fino a qualche decennio fa si costruivano armi per la guerra; è diventato un luogo in cui non si annunzia ma si si pratica la pace. Perché questo vostro messaggio è convincente? Perché non vi limitate a proclamare l'esigenza della pace, ma praticate nei comportamenti di ogni giorno comportamenti coerenti; negli atti di ogni giorno mettete in pratica comportamenti coerenti con questo obiettivo. È facile proclamare l'esigenza di pace. Solidarizzare con chi è lontano geograficamente è importante, ma è più impegnativo ed è indispensabile anche impegnarsi nella pace di ogni giorno con chi è vicino, con chi vive accanto a noi, a scuola, nel palazzo in cui viviamo, nel paese in cui siamo, nel quartiere in cui abitiamo. Perché in questo modo si è credibili e convincenti. Bisogna seguire gli eventi internazionali importanti, affermare il valore della pace, ma questo messaggio risulta persuasivo se poi si pratica lo stesso criterio nei rapporti quotidiani della vita di ciascuno di noi. Ed è quello che voi fate. Per questo, se dovessi dire come si fa passare dalla guerra alla pace, direi a tutti: “venite all'Arsenale!”».

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