Dal 31 ottobre al 2 novembre 2025, Settimo Torinese diventa il palcoscenico più irriverente della Settimana dell’Arte Contemporanea, ospitando Paraculissima, la rassegna che trasforma l’ironia in linguaggio artistico e la partecipazione del pubblico in strumento di critica sociale.
L’evento, promosso dall’associazione Colora i Quadri e ospitato alla Biblioteca Archimede e in altri luoghi della città, nasce con una missione precisa: ribaltare le regole del sistema dell’arte e far entrare l’umorismo nel dibattito culturale. Qui non ci sono curricula da presentare, critici da convincere o galleristi da sedurre.
C’è solo un’unica condizione: le opere devono essere ironiche, mai volgari o violente.
A Settimo, l’arte si misura in gettone e scambio, non in quotazioni di mercato.
All’ingresso ogni visitatore riceverà un gettone che lo identificherà come “esperto” o semplice “fruitore”, e sarà proprio il pubblico — non una giuria — a decretare i vincitori.
Le opere di pittura e scultura potranno così ricevere un doppio riconoscimento, quello della critica e quello popolare.
E al posto dell’acquisto, c’è il baratto: un libro, una marmellata o un oggetto possono bastare per portarsi a casa un’opera d’arte.
Il titolo è già un programma. Paraculissima è il superlativo assoluto di “paraculo”: un omaggio ironico e lucido alla società dell’immagine, dove chi sa destreggiarsi meglio tra filtri, sorrisi e storytelling vince la partita.
Non a caso, ad annunciare l’evento è stata proprio la sindaca Elena Piastra, con un reel che ha fatto il giro dei social: un gesto perfettamente coerente con lo spirito della manifestazione, che gioca sul confine tra arte, comunicazione e politica.
Dietro l’ironia, però, si nasconde una riflessione più profonda: il “paraculismo” come filosofia del presente, l’arte di cavarsela sempre, di adattarsi e di sopravvivere in un’epoca in cui la comunicazione ha spesso sostituito l’azione.
Paraculissima diventa così un specchio satirico del nostro tempo, capace di ridere dell’arte, della politica e dei social, senza risparmiare nessuno.