Il Nuovo Teatro Parioli porta in scena Raoul Bova con Il nuotatore di Auschwitz, uno spettacolo intenso e toccante ispirato alla storia vera di Alfred Nakache, campione di nuoto francese di origini ebraiche, e al celebre libro Uno psicologo nei lager di Viktor E. Frankl. L’adattamento e la regia sono firmati da Luca De Bei, mentre i costumi sono di Francesca Schiavon, le luci di Marco Laudando, i contributi video di Marco Renda e le musiche originali di Francesco Bova. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Gioiello di Torino il 1° e 2 novembre 2025, con repliche il sabato alle 21 e la domenica alle 16.
La vicenda al centro dell’opera è quella di Alfred Nakache, atleta che negli anni Quaranta deteneva un record mondiale di nuoto e che, deportato ad Auschwitz come prigioniero n. 172763, trovò nello sport la forza per resistere all’orrore. Anche nel campo di concentramento continuò ad allenarsi, immergendosi nell’acqua gelida di un bacino idrico, trasformando quel gesto in un atto di sopravvivenza, un modo per restare vivo, fisicamente e spiritualmente.
Dopo la liberazione, Nakache tornò alle competizioni, conquistò nuovi record e partecipò alle Olimpiadi di Londra, simbolo di una rinascita che andava oltre lo sport. La sua storia si intreccia idealmente con quella di Viktor Frankl, psichiatra austriaco anch’egli internato ad Auschwitz, che nel suo libro analizzò come la ricerca di un significato nella sofferenza possa diventare la chiave per sopravvivere alle prove più dure.
Il nuotatore di Auschwitz restituisce queste due figure straordinarie in un racconto teatrale che parla di resilienza, dignità e speranza. Il messaggio che emerge è universale: vivere comporta dolore e perdita, ma trovare uno scopo — anche nelle condizioni più estreme — è ciò che permette all’essere umano di andare avanti e scoprire il senso profondo dell’esistenza.