Una potente riflessione scenica sul dramma dell’esilio, raccontata al femminile attraverso maschere, suoni e poesia cruda. In Terra e Polvere (da Sparo), ogni granello di terra e ogni silenzio pesante di polvere evocano storie che urtano e scuotono.
Una sola attrice — molte voci: i volti cambiano, il dolore si trasforma, la memoria si fa rituale. I gesti sono essenziali. Gli odori, i suoni, i silenzi costruiscono un ambiente rarefatto in cui lo spettatore è chiamato a sentire, non solo ad assistere.
È un viaggio che chiede di uscire dalla propria zona di comfort: attraverso i ricordi che bruciano, l’ombra dell’odio, la forza che nasce dal vuoto, lo spettacolo ci interroga su chi siamo, su cosa significa perdere un pezzo di terra, su quanto restiamo umani quando ci viene chiesto di rinunciare a casa. Una storia di fantasia, quella portata in scena da una sola attrice che interpreta mille personaggi, che, in fondo, racchiude moltissime storie vere e attuali più che mai
Un’esperienza che unisce semplicità visiva ed intensità emotiva, un dialogo tra pubblico e scena che risuona ben oltre il momento dello spettacolo.