Il Castello Della Rovere si conferma polo d’eccellenza per la grande fotografia contemporanea. Da sabato 7 febbraio a domenica 3 maggio 2026, le sale storiche di piazza Rey ospiteranno Occupied Territories: Stories from the West Bank, Gaza and Lebanon, l’intenso progetto documentaristico del fotografo torinese Fabio Bucciarelli.
Dopo i successi internazionali al WARM Festival di Sarajevo e al DIG Festival di Modena, la mostra approda in Piemonte per raccontare oltre dieci anni di lavoro nei territori segnati dall’occupazione israeliana.
L'esposizione è la trasposizione spaziale dell'omonimo libro fotografico (Dario Cimorelli Editore) e si compone di 100 immagini che si snodano tra Cisgiordania, Striscia di Gaza e Libano. L'allestimento è di forte impatto sensoriale: cinquanta steli di ferro, simili a fiori d’acciaio, sorreggono stampe di grande formato creando percorsi che simulano il senso di oppressione e la frammentazione dello spazio vissuta dalle popolazioni locali.
«Occupied Territories è la condizione quotidiana di chi vive sotto assedio costante», spiega Fabio Bucciarelli. «È la sensazione di un tempo sospeso e di corpi che non hanno la libertà di muoversi». Le fotografie, a colori e in bianco e nero, rifuggono la spettacolarizzazione del dolore per concentrarsi sulla resistenza quotidiana e sull'umanità che sopravvive nonostante il conflitto eterno.
Nato a Torino nel 1980, Bucciarelli è uno dei fotogiornalisti più premiati al mondo. Il suo sguardo, capace di andare oltre la cronaca per mostrare la fragilità umana, gli è valso riconoscimenti prestigiosi come la Robert Capa Gold Medal, tredici Picture of the Year e numerosi World Press Photo. Ha documentato i conflitti più caldi degli ultimi 15 anni, dalla Libia alla Siria, fino all'Ucraina e alle crisi migratorie nel Mediterraneo.
La mostra sarà inaugurata (su invito) il 6 febbraio e aprirà al pubblico il giorno successivo.