In scena, la presa di coscienza di una donna riguardo alla violenza subita. Ambientata negli anni'40, la protagonista, interpretata da Marina Rocco, narra la sua esperienza di abuso da parte di un marito ossessionato dalla gelosia, che la svaluta e la maltratta. E del tentativo di violenza sessuale subito da parte del datore di lavoro. Maria Stuarda, questo il suo nome, ripercorre il suo percorso di consapevolezza ricordando come tutti quei comportamenti - spesso giustificati o minimizzati - possano nascondere forme sottili ma devastanti di violenza psicologica e fisica. Maria Stuarda è il nome da regina che il padre sceglie per lei, in contrasto con l'estrema povertà in cui è nata. (Maria Stuarda era regina di Scozia e Francia nel '500). Pur in questa vita estremamente piena di angherie e sopraffazione, la donna cerca comunque di non arrendersi alla sua sorte e combatte tutta la vita per essere libera. Non solo la sofferenza individuale: lo spettacolo culmina in una scena ambientata ai giorni nostri, un processo per stupro, che mette in luce quanto gli stereotipi e i pregiudizi sulle vittime siano ancora radicati nella società. Ad accompagnare il racconto, la musica della sassofonista Marina Notaro.