Virgilio Sieni incontra Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini in un assolo tra poesia, corpo e memoria civile. A cinquant’anni dalla morte del poeta, il coreografo attraversa il poemetto lasciandosi guidare dalla parola, dal suo ritmo, dalle immagini e dalle fratture che porta con sé. La danza nasce da un corpo a corpo con la voce poetica. Il movimento segue il suono delle parole, i battiti, i respiri, i vuoti, componendo una partitura essenziale. Artista tra i più esperti della scena, Sieni prosegue la sua ricerca sui linguaggi del corpo in relazione alle opere d’arte e plasma il gesto sulla scrittura di Pasolini facendone materia sensibile e politica. Ma a che serve la luce? è una danza raccolta e intensa in cui il corpo diventa luogo di memoria, interrogazione e comunità. Non una semplice traduzione del testo in movimento, ma un modo per restare dentro la sua domanda: che cosa può ancora illuminare la poesia quando incontra la storia, il dolore e il nostro presente?