Esercito, supermercati, sport, uffici pubblici: la Regione Lombardia vuole misure più stringenti - Milano

Esercito, supermercati, sport, uffici pubblici: la Regione Lombardia vuole misure più stringenti

Attualità Milano Venerdì 20 marzo 2020

© facebook.com/fontanaufficiale

Milano - «I numeri non migliorano e sono necessarie misure ancora più rigorose». Con oltre 15 mila casi positivi accertati e 2549 morti la Lombardia sta vivendo in maniera sempre più drammatica l'emergenza Coronavirus che da un mese ha stravolto la vita di tutti: per questo giovedì 19 marzo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha fatto richiesta di nuovi e più stringenti provvedimenti al presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Tra le misure anti Coronavirus chieste da Fontana, una è subito stata accolta dal Governo, «seppur in modo limitativo», sottolinea il presidente della regione: quella che riguarda l'utilizzo dell’Esercito come presidio, insieme alle Forze dell’Ordine, per garantire il rispetto delle regole in vigore per contrastare il diffondersi del Coronavirus (al momento si parla di 114 militari in tutta la ragione, «bisognerebbe almeno aggiungere uno zero»).

Le richieste della Regione Lombardia al Governo sono state ufficializzate nella giornata di venerdì 20 marzo e riguardano anche l'argomento - molto discusso negli ultimi giorni - della limitazione dell'attività fisica (al momento è consentito farla all'aperto purché non in gruppo, ma il vero problema sarebbe il rischio di incidenti e infortuni che ostacolerebbero il primario obiettivo attuale del sistema sanitario, ovvero la lotta al Coronavirus), il fermo dei cantieri e la chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici (salvo per le attività indifferibili).

Altri punti cardine delle richieste della Regione Lombardia per contrastare la diffusione del Coronavirus sono l'ulteriore limitazione delle attività commerciali (ricordiamo che attualmente alimentari e supermercati sono aperti nel weekend, ma non tutti sono d'accordo) e la totale sospensione delle attività produttive non coinvolte con le filiere essenziali per le attività della Lombardia e dell'Italia intera (ovviamente sarebbero esclusi i campi agroalimentare, energetico e farmaceutico).

Se queste richieste dovessero essere disattese, la Lombardia potrebbe decidere autonomamente l'introduzione di nuove regole: «provvedimenti congiunti con la Regione Lombardia e con i sindaci per limitare comunque le attività ritenute incompatibili con l'emergenza in corso» ha spiegato Fontana, «perché il numero dei contagi non sta andando verso un cambio di tendenza ma continua ad aumentare». Anche il vicepresidente della Croce Rossa Cinese Sun Shuopeng, che ha lavorato in prima linea all'emergenza di Wuhan e che ha visitato Milano giovedì 19 marzo, è rimasto stupito di come ci sia ancora troppa gente per strada, di quante persone usino ancora il trasporto pubblico e del fatto che poca gente usi la mascherina.

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