Wakes, mostra di Barbara De Vivi alla Galleria Poggiali

Wake 1 di Barbara De Vivi Wake 1 di Barbara De Vivi
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DA Mercoledì14Ottobre2026
A Sabato19Dicembre2026

Gli spazi di Galleria Poggiali (Foro Buonaparte 52) ospitano da mercoledì 14 ottobre 2026 Wakes (e fino al 19 dicembre) la nuova mostra personale di Barbara De Vivi.

Il titolo Wakes racchiude una particolare ambiguità: indica il risveglio, l'atto di vegliare e la veglia funebre, ma anche la traccia lasciata da un corpo in movimento sulla superficie dell'acqua. Accezioni diverse, accomunate dall'idea di ciò che rimane dopo un accadimento.

Nelle opere Wake 1, Wake 2 e Wake 3 (2026), letti e lenzuola sono attraversati dalle tracce di corpi ormai assenti. Le pieghe, spinte oltre i confini dell'immagine, trasformano la materia in una superficie fluida e mutevole: non semplici tessuti, ma l'impressione di una forza ormai invisibile. In Letto 2 (2026) una presenza più definita emerge tra le lenzuola, mentre nei disegni Core e Vigil (2026) il corpo appare più direttamente, pur rimanendo privo di tratti somatici riconoscibili. La presenza si manifesta così in forme diverse: come traccia, apparizione o memoria.

Il percorso espositivo si articola in due momenti. Nella prima sala i corpi sono solo evocati, eppure sembrano presenti; nella seconda, le due apparizioni appaiono come forme momentanee che richiamano dimensioni invisibili. È l'ambiguità del doppio a far vivere a chi guarda le diverse temperature emotive espresse da De Vivi.

Un altro elemento centrale è il trattamento della luce, plasmata in forma quasi barocca. Più che illuminare uniformemente le scene, la luce agisce come una forza attiva: increspa lo spazio, fa emergere ombre e aperture luminose. Attraverso il chiaroscuro, figure e volumi appaiono insieme vivi e morti, estratti dalle pieghe stesse della materia e in esse incastrati.

Le opere mantengono un'atmosfera insieme familiare e inquieta, in cui queste superfici innescano un'inquietudine latente, una sensazione di sospensione che spinge la percezione oltre il confine fisico dell'immagine. È in questa oscillazione che si compie il senso ultimo della mostra: il dissidio tra la spinta a dissolversi di un corpo e il desiderio di guardarlo da fuori trova, anche solo momentaneamente, una risoluzione. In un equilibrio precario tra il bisogno di trattenere l'intimità di una traccia e la necessità di prenderne le distanze, la pittura si rivela lo spazio in cui è ancora possibile vegliare sull'assenza.

Barbara De Vivi (Venezia, 1992) è un’artista italiana che lavora principalmente con la pittura. Attraverso la combinazione di iconografia classica, cultura visiva contemporanea e istanze personali, Barbara De Vivi indaga la trasformazione e l’ibridazione delle immagini nel tempo. Nella sua pratica, la pittura diventa uno strumento per esplorare il corpo come luogo di costruzione e messa in discussione dell’identità. Le sue opere raffigurano spesso soggetti liminali, sospesi tra identificazione e alterità, attraverso i quali esplora i confini incerti e permeabili del sè. Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha ricevuto il Premio Combat e lo studio presso la fondazione Bevilacqua La Masa nel 2017 e il Premio Euromobil Under 30 nel 2018. Dopo aver vissuto dal 2021 a Newcastle upon Tyne, Lipzia e Amburgo, dove ha preso parte ad alcuni programmi di residenza, nel 2025 è rientrata a Venezia, dove vive e lavora. Ha esposto il proprio lavoro in mostre personali e collettive presso istituzioni e gallerie tra cui il Castello di Rivoli, la Galleria Civica di Trento (MART), la Fondazione Francesco Fabbri e Galleria Poggiali. Tra le principali esposizioni si ricordano Regarding Venice (2021), Snap Trap (2021), Sensing Painting (2023), Flaming April (2023), Controfigura (2025) e Due di due (2025).

 

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