Ornella Vanoni © Giuseppe Di Piazza
Dopo il debutto romano ai Musei di San Salvatore in Lauro, arriva a Milano Notebook, la mostra fotografica di Giuseppe Di Piazza, giornalista, scrittore e fotografo. Dal 15 al 31 ottobre 2026 la Ventura Academy, negli spazi della Fabbrica del Vapore, ospita cento ritratti scattati dal 1978 al 2025. La tappa milanese si arricchisce di un ritratto inedito di Simona Ventura, scattato da Di Piazza nel 2026.
La Ventura Academy è un luogo di incontro e di confronto culturale voluto da Giovanni Terzi e Simona Ventura. Sono stati loro a volere fortemente la mostra alla Fabbrica del Vapore, aprendo i propri spazi a un racconto per immagini che attraversa quasi mezzo secolo di vita culturale italiana.
Intellettuali, artisti, musicisti, sportivi e attori: sono i volti che Di Piazza ha incontrato in oltre quarant'anni di mestiere, tra Palermo, Roma e Milano. Da Dario Fo a Umberto Eco, da Paolo Villaggio a Ornella Vanoni, da Diego Armando Maradona a Gianni Minà, da Emilio Isgrò a Roberto Andò, da Jay McInerney a Courtney Love, da Pietro Grasso a Nando dalla Chiesa.
Notebook non vuole essere una semplice galleria di ritratti. È il blocco di appunti per immagini di un cronista che non ha mai messo da parte la macchina fotografica: prima una Nikon, oggi una Leica. Di Piazza ha cominciato a fotografare a dodici anni e a fare il giornalista a ventuno. «Posso dire che la fotografia è stata il mio primo linguaggio», racconta.
Riguardando i suoi archivi, l'autore ha composto «quasi involontariamente» un racconto di sé. «Una autobiografia scritta attraverso i volti degli altri», spiega, «attraverso gli sguardi che ho colto durante incontri strabilianti, divertenti, unici».
In mostra ci sono persone appena sfiorate per il tempo di uno scatto e altre diventate amicizie per la vita. Il percorso rende omaggio alle tre città della sua carriera: Palermo con L'Ora, Roma con Reporter e Il Messaggero e Milano con il Corriere della Sera, Max e Sette. Le immagini simbolo
Ogni ritratto nasce da un incontro, e ogni incontro ha la sua storia. Tra le immagini più iconiche:
E ancora Umberto Eco, Emma Marrone, Cristiana Capotondi, Giovanni Terzi, Lucrezia Lante della Rovere, Elio Fiorucci, Emilio Isgrò, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna, Giovanni Gastel, Gillo Dorfles.
La mostra è accompagnata dal volume «Notebook. Fotografie, incontri e parole» (Il Cigno GG Edizioni). Raccoglie 150 ritratti e 150 brevi profili scritti da Di Piazza sui personaggi fotografati, con prefazione di Diego Mormorio e postfazione di Giancarlo Dotto.
Nato a Palermo nel 1958, ha cominciato a fotografare a dodici anni e a fare il giornalista nel 1979, come cronista di mafia per il quotidiano L'Ora. A Roma ha lavorato a Reporter e per quindici anni al Messaggero.
Dal 2000 è a Milano, dove ha diretto l'agenzia Agr, il mensile Max, Sette, il settimanale del Corriere della Sera, e il sistema multimediale Corriere Innovazione. Dal 2017 al 2024 è stato responsabile dell'edizione romana del Corriere della Sera.
Ha pubblicato i romanzi I quattro canti di Palermo e Un uomo molto cattivo (Bompiani), Fango – Doppia morte di un uomo perbene (Corriere della Sera), Malanottata (HarperCollins, Premio Cortina), Il movente della vittima, I cinque canti di Palermo, O tu o lui e il saggio L'arte di non amare (HarperCollins). I quattro canti di Palermo è uscito negli Stati Uniti per Other Press; altri suoi romanzi sono tradotti in Francia e in Serbia.
Le sue fotografie sono state pubblicate da numerosi magazine e quotidiani. Vive tra Roma e Milano.
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 14 alle 18. Ingresso Libero