BIG, Biennale Internazionale Grafica 2026 a Milano: il programma del festival del design della comunicazione e delle culture visive

Libri dentro come fuori, mostra di Silvana Amato a BIG 2024 Libri dentro come fuori, mostra di Silvana Amato a BIG 2024
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DA Giovedì22Ottobre2026
A Domenica25Ottobre2026

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato oltre ventimila visitatori, più di novanta appuntamenti e la partecipazione di centocinquanta designer provenienti da tutto il mondo, da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026 torna a Milano BIG, Biennale Internazionale Grafica, il festival diffuso e gratuito dedicato al design della comunicazione e delle culture visive, ideato e curato da Francesco Dondina.

Quest'anno il festival punta a consolidare ulteriormente la rete delle collaborazioni e a rafforzare la propria dimensione internazionale, attraverso un programma articolato in mostre, installazioni, workshop, talk, lectures e incontri. Con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Italia Patria della Bellezza, AIAP – Associazione Italiana design della comunicazione visiva e AGI – Alliance Graphique Internationale il programma è sviluppato da Dondina Associati in collaborazione con ADI Design Museum, AIAP – Associazione Italiana design della comunicazione visiva, ADCI – Art Directors Club Italiano, AGI – Alliance Graphique Internationale, ISIA Roma Design, Peter Schmidt Group, Packaging Première, Caffè MOAK.

Nato dall’esperienza del Milano Graphic Festival 2022, BIG torna con la sua formula biennale e con una missione ben precisa: portare il design della comunicazione fuori dal perimetro degli addetti ai lavori e restituirgli un ruolo centrale nel dibattito sulla cultura contemporanea. Perché la grafica non è una disciplina confinata agli studi di progettazione ma è nelle città, nei libri, nelle immagini, nelle identità, nei sistemi di informazione che utilizziamo ogni giorno. È il modo in cui leggiamo e interpretiamo il mondo e, spesso, racconta il tempo in cui viviamo prima ancora delle parole.

Cuore della seconda edizione è l’ADI Design Museum (in piazza Compasso d'Oro, 1), main partner dell’iniziativa e luogo naturale per una manifestazione che mette in relazione design, ricerca, cultura e divulgazione. Nato attorno alla Collezione storica del Premio Compasso d’Oro, il museo ospita il nucleo principale del programma espositivo: una costellazione di mostre capace di attraversare epoche, linguaggi e generazioni diverse e di raccontare la grafica non soltanto come strumento professionale, ma come parte integrante della cultura visiva.

Accanto all’ADI Design Museum, il programma si estende anche in altri luoghi della città, coinvolgendo musei, gallerie, scuole, università, archivi, studi grafici.

Anche quest'anno il festival coinvolge numerosi ospiti italiani e internazionali protagonisti di momenti di approfondimento e ricerca dedicati a professionisti, studenti e appassionati.

Tra questi: Patrick Thomas, graphic designer, autore e docente attivo tra Berlino, Barcellona e Londra e membro dell’AGI; Erik Kessels, artista, designer e curatore olandese, direttore artistico di KesselsKramer e cofondatore di KesselsKramer Publishing, protagonista del programma inaugurale del festival e della mostra Muddy Dance, realizzata in collaborazione con ADCI – Art Directors Club Italiano; Lukas Cottrell, CEO di Peter Schmidt Group una delle più influenti agenzie di branding e design europee; Leonardo Sonnoli, figura di riferimento della grafica italiana contemporanea; Matteo Bologna, fondatore e direttore creativo di Mucca Design, presidente emerito del Type Directors Club ed ex membro del Consiglio di amministrazione di AIGA/NY; Armando Milani, tra i decani della grafica italiana, da sempre impegnato sui temi dell’identità visiva e della comunicazione sociale e umanitaria; Silvana Amato, designer editoriale e presidente del gruppo AGI Italia.

Come sottolinea il curatore Francesco Dondina «Il design non riguarda soltanto la prospettiva di chi progetta, ma soprattutto l’esperienza di chi fruisce del progetto», BIG intende costruire un luogo di confronto capace di mettere in relazione cultura del progetto e cultura d’impresa e, allo stesso tempo, valorizzare percorsi di ricerca rivolti alla dimensione sociale. È proprio a partire da questa visione che la Biennale affronta temi trasversali – dalla riqualificazione urbana all’ambiente, dall’identità di genere alla formazione – con un’attenzione particolare a città, territorio, giovani e sostenibilità, osservati attraverso i diversi linguaggi del progetto  grafico contemporaneo: dalla grafica ambientale al type design, dalla grafica editoriale all’information design.

Le mostre in programma

IG Biennale Internazionale Grafica, Milano Certosa District, foto di Martino Natuzzi e Sebastiano Puppo

ADI Design Museum Milano, ingresso da via Ceresio 7 / via Bramante 42 / piazzale Cimitero Monumentale, dal 22 ottobre all'8 novembre 2026 dalle ore 10:30  alle19:45

Signs 4, a cura di Francesco Dondina

Signs, grafica italiana contemporanea è una mostra autoriale che propone di volta in volta una selezione di progettisti della grafica italiana, diversi per anagrafe, cultura, formazione, linguaggi. Un dialogo tra mondi diversi che riflettono sulle tante anime del mestiere di grafico, dove le differenze sono da considerarsi un valore culturale.

Gli autori/studi selezionati per questa edizione 2026 sono: Atto, Chiara Zhu, Dario Carta, eee studio, Elia Barbieri, esc design, Federica Ricci, FIRM, Giga Design Studio, Giorgia Cadeddu, Giulia Boccarossa, pop-eye studio.

Alfabeti modernisti italiani, a cura di Luca Lattuga

Tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta del secolo scorso, in Italia la cultura visiva rompe definitivamente con il decorativismo e con l'ornamento del Liberty per puntare verso una semplificazione razionale delle forme: geometrie pure, volumi netti, armonie elementari. Questa stagione modernista non è testimoniata soltanto dai noti manufatti grafici dei protagonisti, ma è documentata anche da importanti esperienze periferiche non per questo secondarie.

Alfabeti Modernisti Italiani offre una ricognizione unica ed esaustiva di un patrimonio frammentario e in gran parte inesplorato. La mostra ricompone e organizza questo materiale – caratteri tipografici in legno e metallo prodotti in Italia tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta – per restituirlo a nuove possibilità di lettura, confronto e interpretazione contemporanea.

Best book design from all over the world, a cura di Beautiful Italian Books

La selezione di Best Book Design from All Over the World arriva in Italia nell'ambito della Biennale Internazionale di Grafica all'ADI Design Museum. La mostra rende visibile una geografia internazionale della produzione editoriale dove il libro emerge come esito di una filiera complessa che concorre alla costruzione di un oggetto progettuale e pubblico.

La mostra assume il carattere di un momento inaugurale per il contesto italiano. A partire da quest'anno, l'Italia entrerà per la prima volta in questa rete internazionale di scambio e riconoscimento: nel 2026 nasce infatti Beautiful Italian Books, che raccoglie e cura una selezione di progetti editoriali che parteciperanno per la prima volta a Best Book Design from All Over the World a Lipsia.

Muddy dance, a cura di ADCI Art Directors Club Italiano, Erik Kessels

Muddy Dance è una mostra che celebra il movimento del calcio. I giocatori sembrano eseguire una danza coreografata su un campo fangoso, volteggiando e rotolando alla ricerca del pallone... Oppure no? Questa è una mostra sul calcio per gli amanti dell'arte e del design e, allo stesso tempo, una mostra per tutti gli appassionati di calcio.

In Muddy Dance, Erik Kessels propone un nuovo gesto di riappropriazione della fotografia vernacolare. Sposta l'attenzione delle immagini dal pallone al movimento: cancellando il pallone da ogni scatto, trasforma le azioni di gioco in coreografie spontanee.

Muddy Dance di Kessels porta in primo piano la bellezza dei movimenti dei calciatori e trasforma questo popolare sport in una vera e propria forma d'arte.

Palinsesto diffuso

Mostra Alfabeti Modernisti, Campionario caratteri della Xilografia Milanese, 1935 circa

BONVINI 1909 Milano, via Tagliamento, 1

Italics - impressioni italiane, a cura di Cabaret Typographie (22 - 25 ottobre dalle 10:30 alle 13 e dalle 14 alle 19:30)

Italics Impressioni italiane è una ricognizione dedicata alla stampa tipografica contemporanea in Italia, nata dalla collaborazione tra Cabaret Typographie e Bonvini 1909. La mostra riunisce oltre quaranta tra artisti, designer, tipografi, studi, laboratori e archivi che oggi utilizzano il letterpress come strumento di ricerca e sperimentazione. Attraverso una selezione di manifesti stampati in edizione limitata, il progetto restituisce una mappa delle pratiche contemporanee, raccontando l'incontro tra linguaggi, materiali, tecniche e approcci progettuali.

Italics vuole valorizzare il letterpress non solo come patrimonio storico e artigianale, ma come un linguaggio progettuale vivo, capace di reinterpretare la tradizione e dialogare con la cultura visiva contemporanea.

Migliore+Servetto Milano, viale Col di Lana, 8

Portolani, a cura di Migliore+Servetto ( 22 ottobre - 23 novembre dalle 10 alle 19, il 24 novembre dalle 10 alle 13)

Migliore+Servetto apre le porte del proprio studio con una mostra dedicata all'archigrafia urbana, attraverso sei progetti che raccontano una ricerca sul segno grafico come materia spaziale, ambientale e relazionale. Oltre la funzione di orientamento, il linguaggio visivo si fa architettura di segni: entra nello spazio, ne interpreta il carattere e contribuisce a costruirne l'identità. L'archigrafia diventa così un dispositivo vivo, capace di accompagnare l'esperienza dei luoghi e trasformare la percezione della città.

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, via Carlo Darwin, 20/22

Paper jam, a cura di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (23 ottobre dalle 10:30 alle 20)

L'Area Communication and Graphic Design di NABA promuove la prima edizione di NABA PAPER JAM, un'esposizione dedicata ai progetti editoriali indipendenti realizzati da studenti e Alumni NABA: riviste, fanzine, poster e stampe illustrate, libri game, sticker, mappe e molto altro.

Un'occasione per scoprire la varietà delle pratiche editoriali che nascono all'interno dell'Accademia e per favorire incontri, scambi e contaminazioni con i protagonisti del design della comunicazione visiva all'interno del palinsesto di BIG - Biennale Internazionale Grafica.

Un ecosistema vivo, uno spazio aperto di sperimentazione, in cui la carta torna a essere terreno di ricerca, produzione e confronto. Non un nostalgico ritorno all'analogico, ma la dimostrazione della vitalità dell'editoria indipendente e della sua capacità di inventare nuovi linguaggi, costruire comunità e trasformare idee in oggetti da leggere, guardare, collezionare e condividere.

Nel pomeriggio si svolge inoltre una sessione di pitch: i progetti selezionati saranno presentati a una commissione di professionisti del mondo dell'editoria e della comunicazione visiva, tra cui Francesca Spiller (founder Reading Room), Domenico Liberti (partner studio FM Milano) e Emiliano Biondelli (founder BlisterZine) che al termine della giornata decreterà il progetto vincitore.

Villa Necchi Campiglio, via Mozart, 14

Grafica, orientamento e narrazione di uno spazio urbano, a cura di Martina Arancia D'Alessandro, Matteo Cupella
(23 - 25 ottobre dalle 10 alle 18)

Villa Necchi Campiglio offre un esempio concreto del rapporto tra grafica, spazio urbano e narrazioni visive della città.

La grafica non si sovrappone all'architettura, ma si pone in dialogo con l'ambiente circostante: orienta, informa e mette in relazione il patrimonio con chi lo attraversa.

L'identità della Villa viene quindi rafforzata grazie a segnaletica, mostre, campagne, pubblicazioni e strumenti digitali. Interventi diversi, pensati per adattarsi alle funzioni e ai tempi del luogo, che costruiscono un sistema visivo riconoscibile e proiettato oltre i cancelli di via Mozart.

Il progetto raccoglie queste esperienze per mostrare come la grafica possa contribuire alla percezione e alla fruizione di un luogo, creando un rapporto continuo tra spazio, contenuti e persone.

Edicola Castello, via Paleocapa (MM Cadorna)

Worth reading. Indie magazines for social change, a cura di Many Matters (23 ottobre dalle 16:30 alle 21)

Worth Reading. Indie Magazines for Social Change presenta una selezione di magazine indipendenti progettati dalle studentesse e dagli studenti del Laboratorio di Progettazione di artefatti e sistemi complessi (C1) del primo anno del Corso di Laurea Magistrale in Design della Comunicazione del Politecnico di Milano.

Ospitata in un'edicola storica nel centro di Milano, la mostra assume il magazine indipendente come dispositivo di traduzione editoriale: uno spazio progettuale nel quale temi, linguaggi e prospettive vengono interpretati, selezionati e riorganizzati attraverso l'interazione tra contenuti, forme visive e pratiche di lettura. Il progetto editoriale diventa così una forma di sintesi e mediazione culturale, capace di dare visibilità e significato a questioni che meritano di essere lette, comprese e condivise. I nove progetti affrontano temi di rilevanza sociale e culturale, riaffermando il ruolo del magazine indipendente come spazio di ricerca, dialogo e partecipazione: un artefatto capace di tradurre la complessità del presente in forme editoriali che generano interpretazioni, connessioni e nuove consapevolezze.

 

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