Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, la mostra al Museo del Novecento

Tommaso Trini. La terra vista dalla luna Tommaso Trini. La terra vista dalla luna
Museo del Novecento Cerca sulla mappa
DA Martedì06Ottobre2026
A Domenica14Marzo2027

Da martedì 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 il Museo del Novecento presenta Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, mostra dedicata a Tommaso Trini (Sanremo, 1937), critico, giornalista, curatore e docente, tra le voci più originali e indipendenti della critica d’arte italiana della seconda metà del Novecento.

Curata da Daniela Domina e Iolanda Ratti con Lodovica Cesaretti, la mostra costituisce il secondo appuntamento di Voci del Novecento, il ciclo espositivo dedicato a critici, curatori e storici dell’arte che hanno contribuito a orientare la comprensione dei linguaggi e delle correnti dell’arte contemporanea. Inaugurato nel 2025 con il progetto dedicato a Enrico Crispolti, il programma proseguirà nel 2027 con una mostra su Pierre Restany.

Il progetto è promosso dal Comune di Milano – Cultura e prodotto dal Museo del Novecento in collaborazione con l’Archivio Tommaso Trini ed è visitabile con il biglietto d’ingresso al Museo.

«Voci del Novecento ci ricorda quanto la critica d’arte sia stata, e continui a essere, uno strumento essenziale per leggere il nostro tempo. Sostenere questo progetto significa quindi valorizzare una parte importante della storia culturale di Milano. Una città che nel Novecento è stata un grande laboratorio dell’arte contemporanea, dove artisti, critici, galleristi, editori e istituzioni hanno costruito un confronto capace di lasciare un segno ben oltre i confini della città. Rileggere oggi il lavoro di Tommaso Trini significa riportare alla luce questa storia e renderla nuovamente accessibile al pubblico. Ed è proprio questa una delle funzioni del Museo del Novecento: non soltanto conservare le opere, ma continuare a interrogare il patrimonio, creare connessioni, produrre conoscenza e aprire nuove prospettive sul presente. Un museo vivo, che usa la memoria per leggere il contemporaneo», sottolinea l’Assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.

Formatosi da autodidatta tra l’Italia e Parigi, Trini inizia a collaborare dalla fine degli anni Cinquanta con riviste e quotidiani. A partire dal 1966 entra in stretto rapporto con alcune delle gallerie più attive tra Torino e Milano e avvia una lunga collaborazione con Domus, su cui pubblica alcuni dei testi più significativi della propria carriera. Tra il 1971 e il 1978 fonda e dirige la rivista DATA, piattaforma di sperimentazione critica, mentre negli anni Ottanta affianca alla scrittura l’attività curatoriale e l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il titolo La terra vista dalla luna prende spunto dalla fotografia Earthrise, realizzata dall’astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 nel dicembre 1968. Nel febbraio 1969 Trini pubblica l’immagine sulle pagine di Domus a corredo dell’articolo L’immaginazione conquista il terrestre, dedicato alle ricerche artistiche sul paesaggio e sulla natura. Il riferimento allo spazio e al cosmo, ricorrente nei suoi scritti e legato al suo interesse per la fisica e l’astronomia, diventa la chiave evocativa dell’intero progetto espositivo.

Allestita negli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari al quarto piano del museo, la mostra si sviluppa in quattro sezioni: attraverso riviste, dattiloscritti, corrispondenza, fotografie e registrazioni audio e video si ripercorre l’attività di Trini dagli esordi fino agli anni Ottanta.

Gli otto tavoli laterali tracciano la biografia intellettuale di Trini secondo un criterio cronologico-tematico. Il racconto attraversa gli anni della formazione tra Torino e Parigi, l’interesse per il cinema, le relazioni conartisti e gallerie, la collaborazione con Domus e la stagione del 1968; prosegue con le esperienze collettive, l’interesse per le prime sperimentazioni con il video, l’attività internazionale, fino alle ricerche sulla robotica, l’informatica e i nuovi media negli anni Ottanta. Una time-line, dunque, che restituisce una trama di esperienze, luoghi e incontri entro cuiprende forma il suo pensiero critico. I tavoli centrali approfondiscono alcuni dei principali snodi del pensiero di Trini a partire da alcuni dei suoi testi fondamentali, come Nuovo alfabeto per corpo e materia, L’estensione teatrale e L’immaginazione conquista il terrestre. L’intento è quello di mostrare come il critico abbia precocemente individuato alcune delle tendenze dell’arte a lui contemporanea, quali Arte Povera, Land Art e Concettuale, e come abbia fornito una personale interpretazione delle ricerche sul nuovo ruolo dello spettatore e del critico

Le vetrine laterali sono interamente dedicate a DATA. Consultabile integralmente tramite QR code e scandita numero dopo numero, si ricostruisce l’intera vicenda della rivista dal primo numero del settembre1971 all’ultima uscita nell’estate del 1978, restituendone la portata innovativa di laboratorio editoriale nel quale testi critici, interventi affidati direttamente agli artisti e un uso centrale della fotografia seguono in presa diretta artisti, mostre e dibattiti in Italia e all’estero. Una sezione con materiali audio visivi completa il percorso, dando evidenza della rete di relazioni e di incontri di Trini con i protagonisti dell’arte italiana e internazionale della seconda metà del Novecento. Accompagna l’esposizione un volume pubblicato da Silvana Editoriale, con saggi delle curatrici e contributi di Luca Cerizza, Lara Conte, Denis Viva eIrene Boyer, oltre all’inedita intervista Trini allo specchio, realizzata da Inkyung Hwang nel 2016. Presente in catalogo, a cura di Lodovica Cesaretti, una prima bibliografia di tutti gli scritti di Tommaso Trini in ambito artistico

 

 

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Milano e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter