Nino Ferrari. La forma moderna del metallo
Restituire visibilità a uno dei protagonisti delle arti applicate italiane del Novecento, riscoprendo il dialogo tra tradizione artigianale, ricerca artistica e modernità. È questo l’obiettivo di Nino Ferrari. La forma moderna del metallo, la mostra in programma da mercoledì 7 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 nella Sala della Balla al Castello Sforzesco. Curata da Stefania Cretella e Fiorella Mattio, prodotta da Comune di Milano – Cultura, Castello Sforzesco e Silvana Editoriale, l’esposizione propone un percorso avvincente e rigoroso alla scoperta dell’opera di Nino Ferrari (Canneto sull'Oglio, 1908 – Brescia, 1981), maestro della lavorazione dei metalli, dell’incisione, del cesello e dello sbalzo su argento, rame e peltro, attivo con straordinario successo tra Brescia e Milano dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento.
«La presenza delle opere di Nino Ferrari nelle collezioni civiche e il loro ritorno al centro della vita culturale milanese rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire un protagonista delle arti applicate del Novecento. Ferrari ha saputo coniugare la maestria tecnica del cesello e dello sbalzo con una ricerca aperta alle avanguardie del design e dell’architettura, dando forma a un linguaggio originale e moderno. Il suo percorso è profondamente legato a Milano, dove si è formato all’Accademia di Brera e ha incontrato la grande tradizione delle arti applicate. Ospitare questa mostra al Castello Sforzesco significa valorizzare questo legame e riaffermare il ruolo di Milano come luogo di produzione, confronto e valorizzazione della cultura del progetto», dichiara l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Attraverso un allestimento suggestivo, la mostra presenta al pubblico circa un centinaio di pezzi capaci di svelare l'evoluzione stilistica e l'universo poetico dell'artista. Il nucleo principale del percorso espositivo si compone di sessanta opere in argento, rame, peltro e altre leghe metalliche, che mostrano la versatilità di un artista capace di trasformare superfici rigide in volumi vibranti di luce. A queste sculture e oggetti d'arte si affiancano trenta disegni preparatori su carta e cartoncino, preziosa testimonianza della fase ideativa, e dieci pezzi storici d'officina, tra cui stampi in gesso, utensili da lavoro e manufatti colti in diverse fasi di lavorazione.
Un capitolo centrale dell'esposizione è dedicato all'intenso sodalizio intellettuale e professionale con Gio Ponti. La collaborazione con l'architetto e designer milanese, avviata a partire dagli anni Trenta, ha rappresentato un momento fondamentale per l'affermazione di Ferrari nel panorama nazionale dell'arte decorativa. La mostra ne ricostruisce il dialogo attraverso una selezione di carteggi inediti, fotografie storiche, cataloghi di vendita e riviste dell'epoca, offrendo un quadro vivido e documentato del fermento culturale in cui Ferrari si è mosso.
Tra le presenze di maggior rilievo spicca la ricostruzione del legame con la sesta Triennale di Milano del 1936, occasione in cui Ferrari realizzò una coppia di vasi su disegno di Guido Frette, uno dei quali è oggi custodito nelle prestigiose collezioni del Castello Sforzesco.
La maggior parte delle opere selezionate proviene dalla collezione degli eredi di Nino Ferrari, ai quali si uniscono importanti prestiti concessi da collezioni private e dal Castello Sforzesco di Milano, riuniti insieme per l'indiscusso valore stilistico e storico.
La mostra prevede l’allestimento di tre opere di Nino Ferrari nel percorso permanente del Museo delle Arti Decorative (Sala XXXI. Il Novecento) e ricolloca l’artista accanto alle proposte più avanzate del suo tempo, evidenziando il dialogo con stili e forme della modernità nella prima metà del Ventesimo secolo.
Ad accompagnare la mostra è il catalogo edito da Silvana Editoriale. Il volume raccoglie saggi storico-critici dedicati all'intero percorso creativo di Ferrari, all'esame approfondito delle sue metodologie lavorative e al suo legame con Gio Ponti, integrando schede tecniche, apparati di approfondimento sull'allestimento e una ricca documentazione fotografica che illustra tutte le opere esposte.
La mostra è realizzata grazie al sostegno di Biochim e invita a riscoprire il contributo alle arti applicate di Nino Ferrari, confermando come il design italiano del Novecento abbia saputo toccare vette d'eccellenza proprio grazie al dialogo fecondo tra intuizione artistica e alto artigianato.