Giordano Bruno Guerri presenta il libro Audacia Ribellione Velocità (vite strabilianti dei futuristi italiani)

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Mercoledì14Gennaio2026
Evento terminato

Mercoledì 14 gennaio 2026 alle ore 18.30 la libreria Rizzoli in galleria Vittorio Emanuele II a Milano ospita Giordano Bruno Guerri, che presenta il suo nuovo libro Audacia Ribellione Velocità (vite strabilianti dei futuristi italiani); in dialogo con l'autore interviene Massimo Turchetta. Ingresso libero e gratuito; a seguire firmacopie.

Ogni avanguardia è tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente: vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l'avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l'esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale - artistico, politico, di costume - che fu il Futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall'Italia e dall'Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell'epoca, in Italia e nel mondo.

Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l'altra metà del Futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Umberto Boccioni, Enrico Prampolini, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l'innamoramento per la modernità, l'indole ribelle e guascona, l'adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l'ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull'avanguardia creata da Marinetti.

Eppure, il Futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell'arte moderna - degenerata - come accadde nella Germania di Hitler e nell'Unione Sovietica di Stalin. E oggi l'eredità del Futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da internet all'intelligenza artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso.

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