Pizza a casa, ma manca il lievito? Si può fare: la ricetta di Cristian Marasco - Magazine

Pizza a casa, ma manca il lievito? Si può fare: la ricetta di Cristian Marasco

Food Magazine Lunedì 30 marzo 2020

© Brambilla Serrani

Magazine - Siete rimasti a casa senza lievito e volete impastare una pizza? Può succedere, soprattutto in questo periodo di emergenza Coronavirus in cui - nonostante la possibilità di fare la spesa con consegna a domicilio - il lievito sta diventando un prodotto raro. Ma una soluzione c'è, e a spiegarla è Cristian Marasco, esperto di lievitazione - attualmente gestore dei tre ristoranti con pizzeria La Grotta Azzurra di Merate (Lecco), Bonate Sopra (Bergamo) e Garlate (Lecco) - entrato lo scorso settembre nella Guida Pizzerie 2020 del Gambero Rosso con la valutazione dei 2 spicchi.

Ecco dunque un metodo per creare del lievito partendo semplicemente da acqua e farina. Le dosi indicate da Cristian Marasco servono per produrre un pre-impasto (che funge da lievito) per impastare 3 pizze dal diametro di 24 cm.

Prima fase (150 g di farina e 100 g di acqua)

Innanzitutto serve della farina, di qualsiasi tipo. Meglio se di tipo integrale perché favorisce la lievitazione, se si utilizza la farina bianca funziona lo stesso, è solo questione di tempo. Aggiungere 100 g di acqua naturale, possibilmente di bottiglia con pH 7 (neutro), tiepida, e infine mezzo cucchiaino di zucchero.

In una ciotola di vetro o plastica (non acciaio, perché non favorisce la lievitazione) mescolare energicamente gli ingredienti con una frusta fino ad ottenere un impasto compatto. Dopodiché cambiare la ciotola, oppure lavarla e asciugarla bene: non si devono lasciare tracce di impasto sulle pareti. Coprire la ciotola con una pellicola e fare tanti forellini con uno stuzzicadenti o la punta di un coltello, per far passare ossigeno. A questo punto mettere la ciotola in un punto della cucina né troppo caldo, né troppo freddo, per 24 ore (alla cosiddetta temperatura ambiente).

Dopo 24 ore il pre-impasto raddoppia. Se questo non succede bisogna aspettare: è la natura che decide quando la fermentazione parte. Ricordare che se la farina è integrale non raddoppia. Al raddoppio del pre-impasto inizia la seconda fase.

Seconda fase (250 g di pre-impasto e 250 g di farina, con 150 g di acqua)

Mescolare 250 g del pre-impasto ottenuto a 250 g di farina, ottenendo così un nuovo impasto di circa 500 g. A questo punto aggiungere l’acqua: prima 100 g di acqua, sempre tiepida, poi 50 g di acqua in cui sono stati sciolti 10 g di sale (il sale va aggiunto sempre alla fine perché irrita il lievito); se si utilizza una farina integrale bastano anche 7 g d sale. Impastare fino ad ottenere un impasto morbido (senza aggiungere olio).

Terza fase

A questo punto gestire l’impasto come d’abitudine, ad esempio facendo 3 palle da circa 210 g per una teglia da 24 cm. Mettere dell’olio nella teglia, appoggiare la palla a centro massaggiandola con i polpastrelli unti di olio, senza che l’impasto si attacchi alla teglia. Lasciare ulteriormente lievitare (fino a che raddoppia).

Stendere la palla con le mani: quando si stende lo si deve fare delicatamente, senza romperla (se tirando si rompe, bisogna fermarsi e attendere per farla rilassare e proseguire la stesura). Si può decidere se cuocerla subito oppure se aspettare e farla lievitare ulteriormente. 

Se la si cuoce subito (per ottenere la classica pizza bassa), stendere la salsa di pomodoro (che è stata precedentemente condita con sale e olio, quest’ultimo per salvaguardare il pomodoro in cottura). Se si aspetta a cuocerla, va coperta con un canovaccio con della carta oleata fino alla lievitazione desiderata. La salsa di pomodoro deve essere un pelato messo a crudo: se lo si ama in pezzi, sfilacciato con le mani, altrimenti per averlo cremoso, passato con il chinois (la proporzione di sale è sempre 1 g per 100 g di pomodoro).

Accendere il forno al massimo della temperatura (questa varia da forno a forno), posizionando un pentolino di acqua calda alla base: la pizza infornata va fatta cuocere alla base del forno per 1 minuto circa, per poi spostarla al piano superiore e proseguire la cottura gli altri 9 minuti, meglio se a forno ventilato (che asciuga l’umidità).

Il topping della pizza andrebbe deciso prima per trovarsi pronti nelle operazioni successive. Nel caso della classica Margherita, la mozzarella andrebbe fatta precedentemente scolare, meglio se sotto un peso, per almeno un paio d’ore, così da perdere la maggior quantità possibile di liquido. Poi si può sfilacciare con le mani e disporre sull’impasto che appena cotto. Questo all’ultimo minuto o addirittura a forno spento, per farla ben adagiare sul pomodoro. La stessa regola vale per i formaggi, spesso da mettere addirittura fuori dal forno. Le verdure invece sono da spadellare dopo averle tagliate sottili, per ottenere l’effetto griglia e vanno messe dopo i primi 5 minuti di cottura.

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