Coronavirus e bambini. Come parlare e spiegarlo ai nostri figli? Il vademecum dell'Unicef - Magazine

Coronavirus e bambini. Come parlare e spiegarlo ai nostri figli? Il vademecum dell'Unicef

Bambini Magazine Venerdì 20 marzo 2020

Magazine - Già abbiamo parlato di cosa fare in casa con i bambini ai tempi del Coronavirus e abbiamo anche interpellato uno psicologo per capire come spiegare ai nostri figli il Coronavirus, la convivenza forzata, la paura, lo stravolgimento di tutte le nostre abitudini. Oggi a tutte queste informazioni aggiungiamo il vademecum che l'Unicef ha ufficialmente rilasciato in tema di Coronavirus 

«I bambini potrebbero avere difficoltà a capire quello che vedono online o in tv - o che sentono da altre persone - e quindi possono essere particolarmente vulnerabili a sviluppare una sensazione di ansia, stress e tristezza», commenta Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia. «È importante mantenere un dialogo aperto e di supporto con i nostri figli: questo può aiutarli a comprendere meglio, ad affrontare la situazione nel modo migliore possibile ed anche ad apportare un contributo positivo per gli altri».

Di seguito riportiamo dunque il vademecum con suggerimenti su come parlare ai bambini del Coronavirus.

Fare domande esplicite ed ascoltare 

Iniziare incoraggiando il proprio bambino a parlare della questione. Cercare di capire di quanto è già a conoscenza e farsi guidare. Se il bambino è particolarmente giovani e non sa ancora della pandemia in corso, non bisogna necessariamente sollevare la questione, si può semplicemente cogliere l’occasione per ricordargli di praticare una corretta igiene personale, senza suscitare nuove paure.

Bisogna assicurarsi che i bambini siano consapevoli di essere in un ambiente protetto e di poter parlare liberamente. Disegnare, raccontare storie ed altre attività possono aiutare ad aprire la discussione. È importante non minimizzare e ascoltare le loro preoccupazioni. È inoltre necessario assicurarsi di riconoscere le loro emozioni e rassicurarli sul fatto che sia naturale essere spaventati da situazioni di questo genere. 

Essere sinceri: spiegare la verità secondo modalità a misura di bambino

I bambini hanno il diritto di essere adeguatamente informati riguardo quello che accade nel mondo, e allo stesso tempo è responsabilità degli adulti di proteggerli da una condizione di angoscia. È quindi opportuno usare un linguaggio appropriato rispetto alla loro età, osservarne le modalità di reazione ed essere sensibili al livello di ansia che raggiungono.

Se non si è in grado di rispondere alle loro domande, non bisogna farlo a caso. Piuttosto, si può sfruttare questa occasione per cercare insieme a loro delle risposte (i siti di organizzazioni internazionali come l’Unicef e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono ottime fonti di informazione): è fondamentale spiegare che non tutte le informazioni reperibili su internet sono corrette, e che la cosa migliore è affidarsi a quello che dicono gli esperti.

Insegnare come proteggere se stessi e i loro amici

Uno dei modi più efficaci per proteggere i bambini dal contrarre il Coronavirus e altre malattie, è semplicemente invitarli a lavarsi le mani regolarmente. Non deve necessariamente essere una conversazione che li spaventi: bisogna spiegare che è meglio non avvicinarsi troppo a persone che mostrano sintomi, quali tosse e raffreddore e chiedendo loro di comunicare qualora dovessero iniziare a percepire febbre, tosse o abbiano difficoltà a respirare.

Offrire rassicurazione

Vedendo costantemente immagini preoccupanti sia in tv che online, può capitare di avere la percezione che la crisi sia ovunque intorno a noi. I bambini possono non essere in grado di distinguere la realtà virtuale dalla realtà fattuale, e quindi credere di essere in una condizione di pericolo imminente. Come aiutare i propri figli a gestire lo stress? Si può offrire loro l’opportunità di rilassarsi e giocare (quando possibile), cercando di mantenere il più possibile invariata la loro routine quotidiana, in particolare prima di andare a dormire; oppure a creare nuove routine in un nuovo ambiente.

Nel caso si viva in una zona rossa, è consigliato ricordare ai bambini che stando in casa hanno basse probabilità di contrarre il virus, che molte persone che lo hanno contratto non si ammalano gravemente, e che molti adulti stanno lavorando duramente per proteggere loro e la loro famiglia. Se un bambino si sente poco bene, bisogna spiegagli che è importante rimanere a casa, o in ospedale, per il bene suo e dei suoi amici; e rassicurarlo sul fatto che - nonostante possa essere difficile (forse spaventoso o anche noioso) a volte - attenersi alle regole è l’unico modo per tenere tutti al sicuro.

Assicurarsi che non siano oggetto di stigmatizzazione o che non la provochino 

Questa pandemia ha causato numerosi casi di discriminazione razziale in tutto il mondo, quindi è importante assicurarsi che i propri figli né la subiscano né contribuiscano ad azioni di bullismo e cyberbullismo. A tal proposito è fondamentale scpiegare loro che il Coronavirus non ha nulla a che fare con l’aspetto di una persona, il suo paese di provenienza o la lingua che parla.

Se sono stati insultati o bullizzati a scuola, devono sentirsi a proprio agio nel confidarsi con un adulto di cui si fidano. Tutti meritano di essere al sicuro nel proprio ambiente scolastico. Il bullismo è sempre sbagliato e ognuno di noi dovrebbe fare del proprio meglio per diffondere la gentilezza e il supporto dell’altro.

Cercare aiuto

È importante che i bambini sappiano che le persone si aiutano reciprocamente con atti di bontà e generosità. A questo proposito, è bene condividere con loro le storie di operatori sanitari, scienziati e giovani, tra gli altri, che lavorano senza sosta per fermare l’epidemia e mantenere il più possibile al sicuro la comunità. Può essere di grande conforto per loro sapere che là fuori ci sono persone compassionevoli che sono passate all’azione.

Prendersi cura di sé

Si possono aiutare meglio i tuoi figli nel momento in cui si è in grado di gestire la situazione. I bambini captano le reazioni degli adulti alle notizie, pertanto è di grande aiuto per loro poter constatare che i genitori siano calmo e abbiano il controllo della situazione.

Se si è in uno stato di ansia o preoccupazione, può essere d'aiuto prendere del tempo per se stessi e contattare altri membri della famiglia, amici o persone fidate. E poi prendersi del tempo per fare cose che aiutino a rilassarsi e recuperare le forze.

Chiudere le conversazioni con cura

È importante sapere che non si sta abbandonando i propri bambini in una condizione di angoscia. Se la conversazione diventa particolarmente complessa e difficile da gestire, bisogna cercare di misurare il loro livello di ansia osservando il linguaggio del corpo e l’andamento del respiro, o valutando se il loro tono di voce è lo stesso di sempre. Bisogna allora ricordare ai bambini che si è interessati al loro punto di vista, che li si ascolta e che si è a loro disposizione ogni qualvolta siano preoccupati.

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