Raccolta differenziata a Genova, Amiu: «Cittadini bocciati sull'umido». I dati dell'analisi

Raccolta differenziata a Genova, Amiu: «Cittadini bocciati sull'umido». I dati dell'analisi

Attualità Genova Giovedì 30 maggio 2019

© Fabio Liguori
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Genova - Abbastanza bene vetro e carta, male la plastica, bocciati senza appello sull’organico. I genovesi non superano a pieni voti l’analisi merceologica del rifiuto stradale, svolta da Amiu nella giornata di mercoledì 29 maggio 2019, al Padiglione B della Fiera di Genova, per la prima volta sotto lo sguardo degli interessati, di cittadini e di studenti delle scuole.

I numeri dell'analisi sono importanti e parlano da soli: all'interno dell'indifferenziata il 30% dei rifiuti è organico, in stragrande maggioranza scarti da cucina che dovrebbero finire nella raccolta dell’umido, il 13% è plastica, il 12% frazione fine, 6% pannolini, 6% tessile, 3% vetro e 3% carta. Ma nulla è così efficace quanto assistere dal vivo alle operazioni.

All'interno del Padiglione B della Fiera di Genova è stato scaricato un enorme sacco con 180 chili di spazzatura, risultato di un campione più grande raccolto fra Teglia, Rivarolo, Castelletto, Centro, Quarto e Quinto. Dal sacco è quindi iniziata la suddivisione del rifiuto, operata dai tecnici incaricati da Arpal, protagonista della mattinata insieme ad Amiu. L'iniziativa è stata arricchita dalla presenza di tanti bambini delle scuole genovesi, le elementari Salgari e Jessie Mario: sono loro i cittadini del futuro, preziosi alleati per far crescere la cultura ambientale dei cittadini. 

«C'è troppa non-rumenta nella rumenta dei genovesi - spiega Tiziana Merlino, Direttore generale Amiu Genova - troppi materiali che in realtà possono andare al recupero e al riciclo. Questo è un modo per dimostrare quanto possiamo ancora lavorare e migliorare. Queste che mostriamo sono analisi che tipicamente vengono fatte per fornire indicatori su quali siano i materiali che ancora finiscono nei rifiuti secchi e indifferenziati. Insieme ad Arpal abbiamo voluto fare questa dimostrazione per i cittadini, un segnale importante per prendere coscienza di quanto ancora possiamo fare. Possiamo migliorare i sistemi di raccolta, puntare alla raccolta dell'organico, uno dei materiali più presenti nell'indifferenziato, fare formazione e sensibilizzare sempre di più cittadini e studenti». 

«Possiamo impegnarci di più, la strada è ancora lunga ma i margini di miglioramento sono ampi - commenta Carlo Emanuele Pepe, Direttore generale di Arpal - Come Arpal vogliamo parlare ai bambini e ai ragazzi, alleati fortissimi per quanto riguarda le nostre attività. Arpal si occupa di meteorologia solo per i 15% delle attività e l'85% di controlli ambientali, con circa 600mila analisi all'anno».

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