Silvia Salis legge in consiglio gli insulti sessisti che riceve sui social

Genova, 05/11/2025.

Si è acceso il dibattito durante il consiglio comunale di Genova sul tema dell'introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. A sollevare la questione è stata la consigliera comunale Francesca Ghio (Alleanza Verdi Sinistra), che ha sottolineato la necessità di avviare percorsi strutturati di formazione rivolti agli studenti. 

La proposta ha generato un confronto immediato tra maggioranza e opposizione. In particolare, Sergio Gambino (Fratelli d'Italia) ha invitato a un approfondimento dei dati disponibili, sostenendo che «l'Italia risulta sotto la media europea per numero di femminicidi, mentre ai primi posti si trovano Paesi che hanno introdotto da tempo l’educazione sessuale nelle scuole».

Di posizione opposta la consigliera Sara Tassara (Lista Salis), che ha riportato i dati diffusi da Istat: «Almeno il 43% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una molestia e il 31% una forma di violenza. Inoltre, le malattie sessualmente trasmissibili sono in forte aumento tra gli adolescenti». La questione ha quindi polarizzato il consiglio, con il centrosinistra favorevole all0introduzione di percorsi di educazione sessuo-affettiva e il centrodestra più cauto o contrario, generando un confronto dai toni accesi. 

Il dibattito si è culminato con l'intervento della sindaca di Genova Silvia Salis, che ha dichiarato: «È un dato di fatto che nella nostra società c'è ipersessualizzazione, ed è proprio per questo che serve un'educazione affettiva e sessuale nelle scuole: è dimostrato come avere un'educazione in questo campo aiuti a commettere meno errori». 

Salis ha poi collegato la questione al tema dei femminicidi e della violenza verbale e simbolica nei confronti delle donne, raccontando episodi personali: «Ricevo ogni giorno insulti sessisti sui social. Un uomo, con nome e cognome e foto insieme alla figlia, sotto un mio post mi ha scritto: “sei proprio una gran p*****a”. Non mi ha scritto "incapace", perché alle donne dici p*****a, non incapace ». 

La sindaca ha ricordato altri commenti simili e le vicende durante la campagna elettorale: «Non so se a un candidato sindaco uomo in campagna elettorale avrebbero postato le sue foto in bikini, perché anche quella è una forma di violenza». Salis ha concluso dicendo: «Se il centrodestra a Genova e in Italia sostiene che in questa società non serva un’educazione affettiva e sessuale, significa che è molto lontano dalla realtà». 

Di Ancila Mettekkatt

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