Il vento che suona di Edmondo Romano e il concerto dei Motus Laevus

©Maurizio Liscio ©Maurizio Liscio
Venerdì03Ottobre2025
Evento terminato

Prosegue con la musica di Edmondo Romano e dei Motus Laevus la terza edizione di Pellegrinaggi metropolitani. Passi, parole e musica per rammendare i margini. Venerdì 3 ottobre 2025, alle ore 17, il compositore genovese porta Il vento che suona nel Roseto del Cimitero Monumentale di Murta (via Asilo Infantile di Murta a Genova Murta) e alle ore 20.30 torna sul palco in trio con Tina Omerzo e Luca Falomi, ovvero i Motus Laevus, per un secondo concerto al MUCE - Museo Certosa di Genova (Oasi del Chiostro, Genova Certosa). La manifestazione è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, consigliata la prenotazione al numero 351 4472182 solo whatsapp.

Pellegrinaggi metropolitani è un progetto ideato e organizzato da Sergio Maifredi, prodotto da Teatro Pubblico Ligure, vincitore del bando Periferie del Ministero della Cultura e del Comune di Genova, che lo sostiene in collaborazione con i Municipi della Città. Il vento che suona, il concerto di Edmondo Romano solo è un viaggio nella tradizione degli strumenti popolari a fiato provenienti da moltissime parti del mondo, attraverso l’esecuzione di melodie antiche, ma anche originali tratte dai sui album “Sonno Eliso”, “Missive Archetipe” e “Religio”.

Sono eseguiti brani di vario genere provenienti dalla musica contemporanea, minimalista, dal mediterraneo, dall'est Europa, dal medio ed estremo oriente, dal Mediterraneo della sponda europea, dalla verde Irlanda, in un particolare e inusuale spettacolo dove radici storiche e geografiche si fondono assieme. Edmondo Romano, polifiatista, compositore, produttore, lavora dal 1985 nella ricerca musicale sperimentale perfezionando l’uso degli strumenti nelle diverse culture ed espressioni.

Al MUCE - Museo Certosa di Genova (Oasi del Chiostro, Genova Certosa) è in programma il concerto dei Motus Laevus: Tina Omerzo (voce, pianoforte, tastiera), Edmondo Romano (clarinetti, chalumeau, whistle, zurne, cornamuse) e Luca Falomi (chitarra acustica, classica, 12 corde). Propongono suoni e linguaggi musicali di strumenti antichi e moderni, acustici ed elettrici, brani originali e tradizionali, musica world che si avvicina al jazz contemporaneo, canti sloveni e cultura europea si fondono con danze nord africane e orientali, composizioni dell’est dai tempi composti vengono miscelate a scale mediorientali greco turche.

Il progetto Motus Laevus ha preso vita nel 2019 dall’incontro di Tina Omerzo, Edmondo Romano e Luca Falomi, tre artisti con background musicali differenti ma da sempre interessati alla ricerca musicale e alla contaminazione tra i linguaggi. La loro collaborazione ha portato alla creazione un ensemble in cui musicalmente coesistono in modo estremamente naturale suoni e strumenti antichi e moderni e le barriere tra generi e culture vengono meno. Il nome “Motus Laevus”, trae ispirazione dal latino e può essere interpretato come “movimento inverso” o “senso antiorario” o anche “moto sinistro” anche nell’accezione positiva attribuita all’epoca allo spostarsi verso est.

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