Genova, 28/07/2025.
Le vicende che riguardano la Lanterna di Genova continuano, durante questa estate 2025. In questo momento il Faro simbolo della nostra città sta vivendo un periodo di transizione, tra un'amministrazione cittadina e l'altra e tra un gruppo gestionale ed un altro.
A seguito di una nostra visita, all'inizio del mese di luglio, avevamo notato alcuni particolari poco piacevoli, dovuti alla presenza di spazzatura all'inizio della passeggiata che da Dinegro porta alla Lanterna e allo stato poco ordinato della vegetazione attorno al faro.
A proposito della zona circostante, di certo i lavori relativi alla costruzione del tunnel subportuale e del parco urbano che sorgeranno (presumibimente tra 4 anni) nelle vicinanze della Lanterna sicuramente non aiutano a rendere il paesaggio piacevole, ma abbiamo voluto comunque intervistare l'assessore alla cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, così come Pierangelo Campodonico, direttore e curatore scientifico del Museo Galata, e Paolo Masini, presidente della Fondazione Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana, anch'esso parte del circuito - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni per parlare dell'attuale situazione. L'opinione comune è che il Faro di Genova debba essere sostenuto in ogni modo possibile (leggi l'intervista qui).
In seguito abbiamo ascoltato anche l'opinione di Andrea De Caro, presidente dell'associazione Amici della Lanterna e già direttore operativo della start up Pharos Light for Heritage, realtà nata come estensione della Fondazione di architettura Mario e Giorgio Labò, che ha gestito il complesso monumentale della Lanterna in questi ultimi dieci anni. De Caro propone un fundraising, per sostenenere le attività del faro che, solo nel 2024 era stato nominato Faro dell'Anno. Ricordiamo che attualmente la Lanterna di Genova si appoggia alla Cooperativa Cns, che ne cura solo ed esclusivamente l'apertura e la chiusura, mentre la gestione, valorizzazione e promozione sono appunto affidate al Mu.Ma- Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni.
Questa premessa per fare un breve riassunto di quanto discusso finora. Alla fine del mese di luglio ci è arrivata la lettera di Serena Lattanzi e Chiara Nicodemo, che finora si sono occupate dei Servizi Educativi all'interno della Lanterna di Genova. Ecco il loro pensiero, che riceviamo e pubblichiamo.
Gentile redazione,
ci chiamiamo Serena e Chiara e scriviamo riguardo alla Lanterna, faro simbolo della nostra città, e una realtà nella quale abbiamo lavorato con passione per anni. Come forse qualcuno ricorderà, a fine 2014 la Lanterna aveva rischiato di restare chiusa al pubblico per mancanza di fondi. Questo è stato scongiurato dall’interessamento dell’architetto Andrea De Caro e dal passaggio di gestione dalla Provincia all’Associazione Giovani Urbanisti della Fondazione Labò. Da allora, il monumento è sempre rimasto aperto ai visitatori, genovesi e turisti, ai gruppi ed alle scolaresche. È stata realizzata la passeggiata che, da Dinegro, porta a quello che, nel frattempo (contestualmente all’evoluzione della gestione in Pharos s.r.l.), si è trasformato in un vero Complesso Monumentale, un moderno Open Air Museum.
È stato arricchito l’allestimento, sono stati ideati laboratori didattici per le varie fasce d’età; grazie anche a partner e sponsor si sono concretizzati eventi, mostre, concerti, spettacoli teatrali, conferenze, attività per famiglie, collaborazioni col vicino Music for Peace… La Lanterna era viva, era bello vederla sempre migliorare nell’accoglienza e constatare la risposta positiva del pubblico, grande e piccolo, nello scoprirla; spesso anche la sorpresa di trovare un’oasi di bellezza, di verde e di storia nel caotico contesto del porto.
A fine gennaio di quest’anno, la gestione è passata al MuMa. La nostra collaborazione, negli ambiti dell’accoglienza e della didattica museale, è stata mantenuta fino alla fine dell’anno scolastico. I finanziamenti hanno permesso di aprire solo nei weekend e festivi, non nei giorni feriali; ma un certo numero di scolaresche ha comunque potuto usufruire delle visite e dei laboratori, così come sono stati garantiti diversi eventi dedicati alle famiglie nei fine settimana. Dopo questa fase di transizione, la prospettiva era quella di incrementare le aperture per il turismo estivo e di ripartire a settembre con le proposte per le scuole, alle quali, avendo già delle richieste per il nuovo anno scolastico, stavamo lavorando.
Tuttavia, per mancanza di fondi, questa estate è possibile tenere aperta la struttura solo tre giorni a settimana; non sappiamo quali siano le prospettive per quel che riguarda i mesi a venire e, soprattutto, il gestore non può provvedere alle spese necessarie per mantenere il museo e le aree esterne in buone condizioni.
Scriviamo non solo perché amareggiate dalla possibilità che il nostro lavoro, dopo anni di appassionata collaborazione, si possa concludere così; ma anche come cittadine, perché ci appare una vera sconfitta lasciar spegnere lentamente il simbolo della città, renderlo solo una sagoma all’orizzonte anziché uno spazio da vivere e apprezzare, come si era riusciti a farlo diventare con tanto impegno (i visitatori in 10 anni erano quasi sestuplicati!).
Al momento, la Lanterna già risente di questa situazione di precarietà: le aree verdi sono ormai secche e incolte, la vegetazione ricopre incontrollata le mura seicentesche, l’interno della fortezza che ospita il museo, prima monitorato, versa in cattive condizioni a causa dell’umidità. Alcuni allestimenti del museo sono danneggiati. Trascurarla ulteriormente, oltre ad avere la conseguenza di lasciare insoddisfatti i visitatori o addirittura scoraggiarli a priori, potrebbe compromettere anche irrimediabilmente queste importanti testimonianze storiche.
Inoltre, la realizzazione del Museo e della passeggiata, frequentati abitualmente dai visitatori e ben mantenuti, aveva contribuito a rendere la zona circostante più decorosa e sicura, e a connetterla sempre più alla zona turistica. Ora, la passeggiata e la piazzetta antistante l’ingresso del museo versano in pessime condizioni, sporche e malfrequentate. Le assi di legno sono sconnesse e pericolose. Sembra di essere tornati indietro di molti anni, quando nessun turista si avventurava fino al piazzale San Benigno e, di fatto, di veder vanificato tutto il lavoro che era stato svolto in tal senso. Verosimilmente, questo aspetto peggiorerà ulteriormente e molto velocemente, se questo polo culturale continuerà ad essere così trascurato, lasciando spazio al totale degrado.
Come genovesi, e come sostenitrici della Lanterna, che abbiamo visto evolvere e, nel nostro piccolo, contribuito a far conoscere ed amare a tante altre persone, chiediamo a gran voce che le istituzioni facciano il possibile per salvare il complesso museale, non soltanto per tenerlo aperto il più possibile, ma anche per consentire di mostrarlo al suo meglio, e che il nostro faro-simbolo possa continuare ad essere visitato con soddisfazione e vissuto, accogliendo eventi e i bambini delle scuole con le loro mille curiosità, a dare il benvenuto a Genova o a lasciarne il miglior ricordo.
Di Paola Popa