Maurizio Carucci presenta lo spettacolo Non esiste un posto al mondo, letture e canzoni d’estate

Piazza Colombo - Camogli Cerca sulla mappa 21:15
Mercoledì16Luglio2025
Evento terminato

Mercoledì 16 luglio, alle 21.15, a Camogli, in piazza Colombo, è in scena Non esiste un posto al mondo - Letture e canzoni d’estate, spettacolo di e con Maurizio Carucci, cantautore e viaggiatore genovese.

Nato nel quartiere di Marassi, Maurizio Carucci scrive musiche e testi per sé e per gli Ex-Otago, gruppo musicale che ha fondato insieme a Simone Bertuccini e Alberto Argentesi nel 2002. Grazie alla musica calca i palchi più prestigiosi d’Italia tra cui il Festival di Sanremo e per tre volte partecipa al Concerto del Primo Maggio a Roma. Nel 2000 si trasferisce ad Albera Ligure, nell’Appennino ligure-piemontese, dove inizia la sua formazione contadina e ambientalista. Nel 2012 fonda, insieme alla compagna, Martina Panarese, un collettivo agricolo-culturale, Casina Barbàn, dove coltiva specie agroalimentari abbandonate puntando, soprattutto, sulla biodiversità. Organizza eventi culturali. Per i suoi viaggi in diverse regioni italiane – la passione di una vita - si sposta a piedi o in bicicletta.

A Camogli Maurizio Carucci presenta una performance tratta dal suo libro Non esiste un posto al mondo (edito da Harper Collins, ottobre 2024).

«È la storia di un viaggio che ho fatto insieme a Martina nel novembre del 2018 – racconta -. Siamo partiti da casa nostra, in Val Borbera, e siamo arrivati a Milano a piedi. Abbiamo chiuso casa, dato da mangiare agli animali e ci siamo messi a camminare verso una delle città più conosciute e collegate del mondo». Un viaggio esilarante e disperato alla ricerca di qualcosa che manca sempre e sembra impossibile da trovare. «Siamo un cumulo di lutti e di gioie, tenuto insieme con lo scotch – dice Carucci -. Pieni di buchi, di mancanze. È per questo motivo che partiamo. Per cercare qualcosa che si trova sempre in qualche altro posto, in qualche altra vita».

Poi: «Desideriamo andare via per l’eternità, per un weekend, per un’ora. Anche quando le nostre vite ce lo impediscono. Eppure dovremmo farlo tutti i giorni. Tutti i giorni dovremmo viaggiare. Nella vita non abbiamo molte altre occasioni per imparare a vivere». Aggiunge: «Un viaggio dentro al viaggio, che comincia in una Marassi anni Novanta, tutta carcere e stadio, e che sembra essere destinato a non finire mai. A piedi, ai cinque all’ora, in mezzo alla bruma, in balia di tangenziali feroci e sentieri impantanati, scoperte inaspettate e liti furibonde. Un viaggio di due persone che non sempre riescono ad essere a loro agio in questa epoca, in questa storia. E camminiamo come se dovessimo arrivare da qualche parte, ma il viaggio è finito. Non c’è più niente da vedere o da dire a questo punto. Sono le tre del pomeriggio di una bellissima giornata di fine novembre, sul naviglio pavese ci sono due poveri cristi che camminano un po’ intontiti a una ventina di metri uno dall’altro e con le mani vuote. Siamo noi».

Lo spettacolo è ingresso libero e gratuito.

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