Da lunedì 14 luglio a domenica 10 agosto 2025, la città di Chiavari è pronta a riabbracciare il grande teatro con il Dionisio Festival, la rassegna teatrale made in Chiavari che, edizione dopo edizione, ha saputo conquistare il cuore del pubblico e il plauso della critica. Giunto alla sua sesta edizione, il festival si conferma un appuntamento irrinunciabile dell'estate ligure, proponendo un cartellone incredibile, capace di soddisfare tutti i gusti e le sensibilità.
Fin dalla sua nascita nel 2019, il Dionisio Festival, organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Chiavari, con la direzione artistica dell'attore Davide Paganini, si è distinto per la qualità delle proposte e per la scelta di portare il teatro in una cornice suggestiva come Piazza Nostra Signora dell'Orto. Un connubio vincente che ha permesso di accogliere oltre 30.000 spettatori nelle scorse edizioni e di aggiudicarsi il prestigioso Premio Festivalmare nel 2019, un riconoscimento che ne ha sancito l'importanza nel panorama culturale nazionale.
«ll Dionisio Festival è un progetto in cui abbiamo sempre creduto e che negli anni ha ottenuto un successo crescente - afferma Silvia Stanig, assessore alla Cultura del Comune di Chiavari - Siamo fieri di offrire un'estate all'insegna dell’arte e dell'intrattenimento, con spettacoli di alto profilo capaci di animare le serate chiavaresi e di promuovere la condivisione e la crescita intellettuale.»
Il direttore artistico Davide Paganini sottolinea la varietà e l'originalità del programma «Chiavari vi aspetta per un'estate di emozioni, risate e riflessioni, sotto il segno del grande teatro. Quest'anno abbiamo voluto superare noi stessi, proponendo un cartellone importante, che abbraccia diverse forme e linguaggi dell'arte, dal comico al più riflessivo, per sorprendere, coinvolgere e divertire il pubblico. Ogni data è pensata per lasciare nello spettatore un'esperienza unica e significativa».
Tutti gli spettacoli con inizio alle ore 21.30, sono ad ingresso gratuito, a conferma della volontà del Festival di essere un evento accessibile a tutti, promuovendo la cultura come bene comune. In caso di maltempo, gli eventi si terranno presso l'Auditorium San Francesco. Confermata, anche quest’anno, la media partnership con il Secolo XIX. Per maggiori informazioni e per consultare il programma completo degli spettacoli, è possibile visitare il sito Chiavari Turismo oppure il sito di Dionisio Festival.
Programma
Lunedì 14 Luglio - Giobbe Covatta in 70 Riassunto delle puntate precedenti. Alla soglia dei 70 anni di vita e 40 anni di carriera, Giobbe Covatta festeggia con una “abbuffata” dei suoi pezzi storici e meno storici. Il menu dello spettacolo prevede una degustazione di prodotti tipici del comico napoletano: religione, ambiente, ecologia, donne, terzo mondo, vecchiaia, il tutto è condito con un’abbondante dose di ironia e cotto a fuoco vivo in un crogiolo forgiato nel Sud Italia tenendo conto dell’intero Sud del mondo. Gli ingredienti dello spettacolo sono tutti freschi perché incredibilmente non hanno nessuna scadenza tanto da sembrare addirittura futuribili. Lo spettacolo narra il percorso fatto dallo “cheff” per arrivare all’uso sapiente delle sue ricette e all’amore per le tematiche sociali affrontate sempre con la leggerezza di un’intelligente comicità, tratto distintivo dell’intera produzione artistica dell’artista.
Martedì 22 Luglio - Paolo Nani in La Lettera, ideato da Nullo Facchini e Paolo Nani, per la regia dello stesso Facchini. Dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del mondo, l’hanno visto in Groenlandia e in Giappone, in Argentina e in Spagna, in Norvegia e in Italia, oltre 1800 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista. Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa; nell’arco di 80 minuti non lascia un attimo di respiro, inchioda lo spettatore, lo seduce con una raffica di sorprese dal ritmo sfrenato e bislacco e lo fa in un modo unico, alla Paolo Nani. Imitarlo è impossibile. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? Vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.
Domenica 27 Luglio - Giorgio Colangeli in E quindi uscimmo a riveder le stelle, con Tommaso Cuneo (musica dal vivo). Il David di Donatello Giorgio Colangeli in scena, accompagnato dalle note di Tommaso Cuneo alla chitarra, ci porta nel mondo dantesco con lo spettacolo “E quindi uscimmo a rivedere le stelle”. Dopo il successo al Teatro Argentina di Roma, l’attore porta sul palco, recitandoli rigorosamente a memoria, i canti della Divina Commedia. Un lavoro che prevede l’abbattimento della quarta parete e l’ interazione con il pubblico in sala che può scegliere quale dei canti ascoltare. Giorgio Colangeli si avventura in un corpo a corpo con il testo dantesco nella sua integrità, rendendolo per noi suono, oralità, flusso cui abbandonarsi, rivivendone e riscoprendone il detto in un rituale collettivo, poetico e teatrale.
Sabato 2 Agosto 2025 - Roberta Bruzzone in Favole da incubo. Viaggio nella manipolazione affettiva mortale. La criminologa da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne racconterà i casi di cronaca nera tra i più sconvolgenti degli ultimi anni. Un'analisi lucida e necessaria degli stereotipi di genere che hanno provocato queste tragedie annunciate, per sconfiggerli una volta per tutte. I maschi sono intelligenti, le femmine sono utili. I maschi sono "progettati" per comandare, le femmine per accudire. Gli uomini devono provvedere economicamente alla famiglia e realizzarsi nel lavoro, le donne devono stare a casa. Questi sono solo alcuni degli stereotipi di genere più comuni che ancora permeano la nostra cultura. Pensate che siano in gran parte retaggi di un passato ormai superato? No non è affatto così. Gli stereotipi di genere sono tra noi, ogni giorno. E no, non sono affatto "innocui", come molti sembrano considerarli. Attraverso la ricostruzione di alcuni casi di femminicidio tra i più sconvolgenti degli ultimi anni, Roberta Bruzzone, la cui narrazione é accompagnata da musica dal vivo, analizza i principali preconcetti culturali e sociali che hanno operato in queste vicende inconcepibili, eppure reali. Stereotipi, pregiudizi e tabù a cui hanno obbedito un po' tutti: le vittime, gli assassini, l'opinione pubblica e perfino i media che ne hanno parlato. Il quadro che ne emerge non è consolatorio: le idee sessiste sono ancora molto radicate, in ognuno di noi, senza distinzioni di condizione economica e culturale ... Intervenire in tempo per fermare l'escalation è possibile, e soprattutto è possibile innescare quel profondo cambiamento culturale che può mettere fine una volta per tutte alla violenza sulle donne.
Mercoledì 6 Agosto - Ascanio Celestini in Poveri Cristi con Gianluca Casadei alla fisarmonica, produzione Fabbrica, Teatro Carcano. «Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera. E se dico ‘eccetera’ ho detto tutto. Ho detto tutti. L’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. E invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. Ci sono tanti modi per raccontare questa classe sociale, ma la più rispettosa, per me, è quella che usa le loro parole. Così, in questi ultimi 10 anni, sono andato ad intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma, il becchino del cimitero di Lampedusa, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013, ecc. Poi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle...»
Domenica 10 Agosto - Fabrizio Casalino in Fin qui tutto bene, un one man show di stand up comedy e canzoni, nello stile caustico e dissacrante di Casalino, alfiere della Tipica Accoglienza Ligure. Far ridere è diventato un lavoro socialmente utile: farlo in Liguria un dovere morale. L’epoca è fosca, la regione al collasso. Un futuro che lo guardi e pensi - tutto suo padre. Occorre tenere alta la fiaccola dell’ironia, e ridere innanzitutto di se stessi.